
Trad. : Io dico sì a lavorare la Domenica, ma allora solo la Domenica!
Il fumetto de La p’tite Blan nasce a Parigi. Perchè diverso? Per questo? No, certo.
Parigi è una delle più grandi capitali d’Europa, una metà turistica privilegiata e un centro culturale d’importanza mondiale. Parigi è anche un esempio, un esempio di tolleranza e di coabitazione fra comunità spesso distanti fra loro anni luce, comunità etniche, gruppi sociali, comunità religiose. Parigi ha un sindaco gay, Bertrand Delanoe, prova supplementare, se bisogno ce ne fosse, del pensiero all’avanguardia dei parigini.
Su questo terreno favorevole, si è sviluppata una comunità omosessuale emancipata e culturalmente eccezionale. Altrove in Europa le comunità omosessuali sono ancora obbligate a un’auto-difesa permanente, che in qualche modo determina il ritmo e il tono degli interventi e delle pubblicazioni degli intellettuali e dei creativi gay, impedendone lo sviluppo in termini di dialogo e di collaborazione.
A Parigi, al contrario, la comunità LGBT è grande, ricca di fenomeni artistici, di autori di spicco e di personalità. E’ una comunità che si integra nel tessuto sociale in maniera fluida. Nella quasi totale assenza di ostilità.
Vedono allora il giorno lavori intellettuali, festival cinematografici, riviste e centri culturali d’alto livello, i cui promotori sono membri della comunità gay e non, che lavorano ai temi sociali, politici e artistici portando avanti una visione nuova e interessante del mondo. La comunità gay trova anche il tempo di auto-analizzarsi, crescere, evolvere.
E’ in questa situazione che è nata una ”strip”, un fumetto, che in breve tempo ha ricevuto un consenso eccezzionale: La p’tite Blan.
I creatori, Galou et Blan, hanno deciso di lanciarsi nel fumetto per raccontare il loro mondo, esprimere le loro delusioni, il senso di smarrimento che a volte li coglie, ma anche far sorridere, ridere e parlare di società in maniera militante.Il risultato della loro unione è La p’tite Blan (trad.: La Piccola Blan – Blan diminutivo del nome proprio femminile francese Blandine), un’eroina dei fumetti, sulla trentina, cinica e 100% lesbica.
Essere omosessuale non è, evidentemente, un fine in sè stesso, ma per molti è un punto di partenza.
Accompagnata nelle sue avventure dal fedele accolito. il p’tit Galou, La p’tite Blan pesca nei fatti della sua esistenza per raccontarci con humour la sua storia e il suo quotidiano. Grandi, piccoli, gay e eterosessuali, uomini o donne tutti trovano un poco di sé stessi nelle sue avventure, se si vive sul pianeta terra!
Uscirà alla metà d’Ottobre 2009 il libro delle avventure de La p’tite Blan, “Coming soon”, che a traverso il disegno ci parla d’attualità e mette in evidenza l’incoerenza di un mondo che sembra girare al contrario.

Le strips de La p’tite Blan sono pubblicate anche sul blog dedicato www.laptiteblan.fr e sulla pubblicazione web: www.yagg.com
Due parole con gli autori per mettere a fuoco le qualità di questo fumetto.
LF: Come è nata l’idea de La p’tite Blan?
Blan: E’ il risultato di una bella amicizia! Mi si dice che io parlo tutto il tempo e non ascolto mai… Allora, per comunicare con me, Galou s’è messo a disegnare. Ho adorato i suoi disegni immediatamente e ha cominciato a prendere forma l’idea di utilizzare questo personaggio non solo fra noi, ma per raccontare le nostre esperienze agli altri. Ho proposto a Galou di lanciarsi nel mondo del fumetto! Il progetto sembrava un poco folle. Gael (Galou è il diminutivo di Gael) non aveva mai studiato il disegno e io stessa non conoscevo niente di fumetto. D’altronde non ne conosco molto sull’argomento neanche ora, invece Galou ha progredito incredibilmente nel disegno, che, associato alla sua immaginazione debordante, non ha più niente da invidiare ai disegni altrui.
Galou: L’idea del fumetto m’appariva seducente, soprattutto perché era un mondo sconosciuto e perché nessuno di noi due sapeva cosa ci attendesse. E’ stata una sorta di sfida che ci siamo lanciati e che abbiamo raccolto con soddisfazione. Beh, ora è vera una cosa, che ho due Blan di fronte: quella in carne ed ossa e quella sulla carta. Il mio tempo di parola s’è ridotto ancora di più!
LF: Com’è la vostra collaborazione?
Blan: Formiamo un tutt’uno, pur essendo due. Ci sosteniamo a vicenda, ed è una qualità fondamentale in questo tipo di progetto. Il nostro apprendistato è lungo e difficile, ma siamo uniti e motivati. E poi essere un duo ci permette d’arricchire le storie e i personaggi. Le nostre sensibilità si completano e questo ci permette sicuramente di raggiungere un più vasto pubblico.
Galou: Blan è molto più ordinata di me e questo lato della sua personalità così “testa sulle spalle” mi permette senza dubbio di affrontare questa impresa con un certo rigore, un metodo che non avrei senza di lei. Per quanto mi concerne, le fornisco l’opposto! Niente planning! Niente verifica alla partenza! E soprattutto moltissime ciambelline con la glassa! E’ proprio perché no ci assomigliamo in niente che siamo così perfettamente complementari. C’è, qualche volta, un poco d’elettricità nell’aria, ma resta un’atmosfera simpatica e la mia speranza è che condivideremo anche questo con i nostri lettori.
LF: Come nasce una nuova vignetta?
Blan: Da un’idea, dalle nostre vite quotidiane o dalle voglie che ci prendono, da una notizia d’attualità. Tutto è materia per un sorriso o una riflessione. Particolarmente oggi, trovo, è importante raccontare la vita de La p’tite Blan in quanto donna e in quanto lesbica, è il momento di far passare un messaggio in modo umoristico. A livello politico la situazione è inquietante e le nostre strips ci permettono di denunciare i molti risvolti negativi attuali e di puntare il dito su quello che ci disturba. Abbiamo voluto per La p’tite Blan un personaggio militante e le occasioni non ci sono certo mancate…
Galou: Blan ha sempre un’idea che le passa per la testa e che finisce sul mio quadernetto degli appunti. Tutti i giorni mi propone un’idea per un disegno. Io comincio per fare un’illustrazione di base, uno schizzo; poi verifichiamo se il testo funziona insieme al disegno, e se così è, riordino il tutto e lo metto “in bella copia”. Succede a volte che il testo cambi completamente una volta il disegno finito, e che il disegno cambi a sua volta quando abbiamo trovato il testo finale. siamo spesso obbligati a dire a noi stessi : Basta adesso, stop!, non tocchiamo più niente! Non trascuriamo nessun dettaglio, e il nostro motto è di produrre solo quello che ci piace.
LF: Qual’è il rapporto fra le vostre vite e il fumetto de La p’tite Blan?
Blan: La p’tite Blan mi serve a dire forte e chiaro tutto quello che molte donne e molti omosessuali devono vivere in silenzio, attraverso di lei esprimo quello che sono e quello che penso. Non faccio troppo (abbastanza?) la differenza fra La p’tite Blan e Blan. Ma mi assumo le conseguenze di questa scelta. Sono sempre stata a mio agio in pubblico, allora espormi per mezzo di un fumetto, mi piace. Galou mi offre il supporto visivo che mancava alle mie parole per uscire in scena.
Galou: Io non mi sono mai posto veramente la questione di quale fosse la mia identità. Pensavo “essere” e basta. Comodo ma non illuminante… Illustrare “La p’tite Blan” mi ha permesso di conoscermi meglio e di scoprire in me un certo numero di “giardini segreti” di cui sospettavo appena l’esistenza. E’ quello che cerchiamo di far capire tramite il personaggio di Le p’tit Galou e che comincia a vedersi qui e là. I suoi passi sono esitanti come i miei quando accompagno Blan nella vita di tutti i giorni. Si nasconde ancora dietro La p’tite Blan ma pian piano sta acquistando coraggio e senza dubbio ne dà anche a me.
LF: Parigi è stata più che una fonte d’ispirazione, un substrato necessario a questo progetto?
Blan: Assolutamente. Quando si è al corrente che delle lesbiche sono ancora insultate, escluse o picchiate in Francia, non lontano da Parigi, è facile immaginarsi che non sarebbe stato così facile altrove dar luce a La p’tite Blan. Parigi e la sua comunità LGBT ci ha aiutato ad accettare la nostra diversità nella indifferenza. Grazie alle centinaia di associazioni militanti, culturali e sportive omosessuali, si possono fare incontri, scambiare idee e creare nuovi concetti. Ed è per il fatto che noi abbiamo questa fortuna che altri non hanno, cha vogliamo dare una voce a La p’tite Blan, per quelle e quelli che sono in luoghi più duri da vivere, perché possano trovare in questo fumetto uno sguardo complice.
Galou: il nostro substrato è in fondo universale. Parigi è effettivamente un buon terreno da percorrere ma noi prendiamo ispirazione da tutto quello che ci colpisce, emoziona, che ci provoca uno choc, ci parla in qualche modo e , sfortunatamente, il mondo è pieno di cose che vorremmo mettere in evidenza.
LF : Dove avete cominciato a pubblicare La p’tite Blan?
Galou et Blan: Abbiamo pubblicato la prima strip nel numero 23 della rivista La Dixième Muse nel 2007. Il tratto era molto più naif, più semplice. La p’tite Blan faceva i suoi primi passi e cominciava appena a balbettare le sue prime verità, a fare le sue prime uscite. Oggi le grida chiaramente.
LF : Chi sono i vostri editori?
Galou e Blan: Oltre alla Dixième Muse, con la quale vogliamo stringere i nostri rapporti ancora più saldamente, Yagg, il sito d’informazione della comunità gay e lesbica, è il nostro partner più solido. Citiamo anche, Violette & Co, la libreria femminista e lesbica di riferimento a Parigi che ci sostiene e ci incoraggia. Insomma da Settembre contiamo di consolidare tutti questi rapporti e di cominciare a vivere del nostro progetto.
LF : La vostra grande sfida del momento è l’uscita della vostra prima raccolta attualmente in cantiere?
Blan: Scommettiamo forte sull’insieme dei nostri progetti e La p’tite Blan suscita aspettative, questo è buon segno, ma certo questo aggiunge un poco di pressione perchè di sicuro non vorremmo deludere.
Galou: E che cantiere per il Tomo 1 della vita de L p’tite Blan! Casco obbligatorio. Tutti i giorni aggiungiamo una pietra all’edificio, e più prende forma più fremiamo d’impazienza e d’eccitazione come due bimbi che si preparino per un grande scherzo. Noi speriamo veramente d’essere alla altezza delle aspettative di tutti coloro che ci incoraggiano quotidianamente.
LF : Vivete dei proventi de La p’tite Blan?
Galou e Blan: Non ancora! Ma è quello che ci aspettiamo a breve. Per il momento abbiamo ancora dei residui di lavori annessi…. ma presto ci concentreremo al 100% sui nostri progetti nel campo fumettistico e si vedrà cosa succede.
LF : Che relazione avete con le vostre/i lettrici/lettori?
Blan: Abbiamo la fortuna di ricevere molti messaggi di incoraggiamento, nonostante una notorietà relativa. Penso che le ragazze soprattutto si rispecchino ne La p’tite Blan, quindi hanno con lei e con noi un rapporto affettivo più marcato. La p’tite Blan rappresenta una sorta di confidente che le capisce e le rappresenta.
Galou: Molte ragazze sono sorprese dal fatto che un ragazzo possa disegnare una piccola lesbica, soprattutto perché non conoscevo niente dell’ ambiente omosessuale quando ho cominciato. Ogni volta che ci troviamo n presenza del pubblico de La p’tite Blan sono piacevolmente sorpreso dalla quantità di messaggi di simpatia che ricevo. Le ragazze sono contente che un uomo disegni un personaggio di lesbica e i ragazzi trovano la cosa originale e gradevole. Resta per me, in ogni caso, estremamente difficile rivolgermi a un’assemblea completamente femminile senza arrossire. Mi nascondo spesso dietro Blan.
LF : Qual’è il più bel ricordo legato a La p’tite Blan?
Blan: La prima volta che abbiamo pubblicato una vignetta, mi son detta: “ecco, ci siamo, si comincia, è possibile!” e questa sensazione di poter fare quello di cui si ha voglia è veramente piacevole.
Galou: Il più bel giorno , per me, è stato quello in cui ci siamo detti: dai, lo facciamo. Sono nato per la seconda volta quel giorno, e questa è una sensazione che auguro a tutti.
LF : Da un altro lato, non deve essere stato sempre facile….
Blan: Come per ogni cosa, a volte siamo assaliti dal dubbio, ogni tanto abbiamo l’impressione che quello che facciamo non sia un prodotto di qualità. In tutti i mestieri creativi si ha spesso la paura di non piacere. E’ importante, è ciò che permette l’autocritica. E’ anche quello che ci costringe a rimetterci in discussione, e quindi a migliorare.
Galou: Ci rimettiamo continuamente in discussione. Il nostro più gran difetto è sicuramente quello di non essere mai conteni di quello che abbiamo fatto e di voler fare sempre meglio. Lo considero come un vantaggio, ma ci rallenta molto. Come in ogni duo che si rispetti, ogni tanto, siamo in disaccordo, ma riusciamo sempre a ritrovarci su l’essenziale.
LF : Come potremmo riassumere questa avventura?
Blan: Una bella storia d’amicizia che diventa sempre più grande e che abbiamo voglia di condividere con gli altri.
Galou: Non si può fare un riassunto di questa avventura, si può solo viverla e condividerla il meglio possibile… La mia risposta è più interessante di quella di Blan , no? Non vi pare?
La p’tite Blan © Tous droits réservésInformazioni: “Je ne suis as un produit fini” – trad. Non sono un prodotto finito – è in vendita sul sito della Dixième Muse e nella libreria Violette & Co a Parigi.
Il tomo 1 della vita de La p’tite Blan , “Coming Soon” , uscirà ai primi di Ottobre.

