
Mai uscito in 500 anni dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano è adesso esposto ai Musei Capitolini di Roma dove rimarrà fino al 27 febbraio 2011.
“Il musico” di Leonardo da Vinci, unico ritratto maschile del Maestro conservato al mondo e mai uscito prima dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stato collocato nell’esedra del Marco Aurelio.
“L’opera – spiega Pietro C. Marani curatore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana - è l’unico ritratto maschile tra i pochissimi pervenuti, tutti femminili, di Leonardo. Il “musico” della Pinacoteca Ambrosiana di Milano è anche l’unico dipinto su tavola che si conservi nei musei di Milano. Eccezionale anche la datazione dell’opera: la prima di committenza privata eseguita da Leonardo dopo il suo arrivo in Lombardia, databile al tempo della prima versione della Vergine delle Rocce, intorno al 1485, e perciò da considerare opera precocissima, della prima maturità dell’artista”.
“Il dipinto – continua Pietro C. Marani – mostra il graduale affrancarsi di Leonardo dai canoni della ritrattistica ufficiale del tempo: non un ritratto “di profilo”, araldico e immobile, ma mostrato di tre quarti e, benché non si accenni ad alcun movimento della figura, il “moto mentale” è suggerito dalla direzione dello sguardo, diretto fuori dal quadro, e dagli occhi appena sollevati dal foglio di musica, che regge con la mano destra. Sono evidenti le suggestioni provenienti dalla ritrattistica fiamminga e antonellesca, ben conosciuta nella Milano degli anni settanta e ottanta del Quattrocento. Antonello da Messina era infatti venuto a mostrare un suo ritratto ai duchi di Milano nel 1476, dopo la morte di Zanetto Bugatto, il pittore di corte appena morto, che aveva importato a Milano i modelli della pittura nordica, e ritratti di Antonello e di Zanetto dovevano quindi essere stati conosciuti da Leonardo.
Più problematica l’identificazione del personaggio raffigurato: la critica ha avanzato i nomi di tutti i principali musicisti e maestri cantori operosi in città, nel Duomo di Milano ma l’ipotesi più accreditata è quella che lo identifica con Atalante Migliorotti, l’amico musicista che aveva seguito Leonardo da Firenze a Milano il cui ritratto è citato da Leonardo stesso in un elenco di opere d’arte e oggetti che egli aveva redatto in un foglio ora nel Codice Atlantico“.

