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	<title>Be Artista &#187; Artisti</title>
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		<title>The Abramovic Method: mostra performance di Marina Abramovic al PAC di Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 17:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Dambra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il PAC di Milano, dal 21 marzo al 10 giugno 2012, è lo spazio espositivo prescelto da Marina Abramovic per presentare &#8216;The Abramovic Method&#8217;, la sua nuova e attesissima mostra performance, la prima dopo la grande retrospettiva del 2010 al MoMA di New York. L’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura, Moda e Design del Comune di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2339" title="Marina Abramovic" src="http://beartista.it/files/2012/03/marina-abramovic-mostra-pac-milano.jpg" alt="Marina Abramovic" width="560" height="374" /></p>
<p>Il <a href="http://beartista.it/tag/pac/" target="_blank">PAC di Milano</a>, <strong>dal 21 marzo al 10 giugno 2012</strong>, è lo spazio espositivo prescelto da <strong>Marina Abramovic</strong> per presentare <strong>&#8216;The Abramovic Method&#8217;</strong>, la sua nuova e attesissima mostra performance, la prima dopo la grande retrospettiva del 2010 al MoMA di New York.<br />
L’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura, Moda e Design del Comune di Milano, è prodotto dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e da 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE, e curato da Diego Sileo ed Eugenio Viola.</p>
<p><span id="more-2336"></span></p>
<p>&#8216;<em>Milano per Marina Abramovic non è solo lo spazio di un ritorno, ma anche il luogo giusto per lanciare nuovi progetti</em>&#8216;, ha detto l’assessore alla Cultura <strong>Stefano Boeri</strong>. &#8216;<em>Nei prossimi giorni Marina Abramovic regalerà alla città</em> &#8211; con le sue performance al PAC, con la sua lezione di mercoledì al teatro dal Verme e con la proiezione del suo nuovo film &#8216;Marina Ambramovic The artist is present&#8217; &#8211; <em>l&#8217;esperienza terapeutica di una sospensione dall&#8217;obbligo della connessione continua e frenetica imposta dai cellulari e dai social network. Il metodo di Marina Abramovic, che non è solo il titolo di una mostra o solo una performance, ci indica il modo migliore per utilizzare anche in futuro gli spazi straordinari del PAC</em>&#8216;.</p>
<p><strong>The Abramovic Method</strong> nasce da una riflessione che Marina Abramovic ha sviluppato partendo dalle sue ultime tre performance: The House With the Ocean View (2002), Seven Easy Pieces (2005) e The Artist is Present (2010), esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di percepire il proprio lavoro in rapporto al pubblico.</p>
<p>&#8216;<em>Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performance</em>&#8216;, <strong>dichiara Marina Abramovic</strong>. &#8216;<em>Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’<a href="http://beartista.it/category/opere/" target="_blank">opera d’arte</a>. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili</em>&#8216;.</p>
<p>Con The Abramovic Method, realizzato con il sostegno di Rottapharm Madaus, <strong>sarà proprio il pubblico, guidato e motivato dall’artista, a vivere e sperimentare le sue &#8216;installazioni interattive&#8217;</strong>. Le opere – con cui il pubblico potrà interagire rimanendo in piedi, seduto o sdraiato – sono impreziosite da vari minerali: quarzo, ametista, tormalina. Un percorso fisico e mentale che trasforma gli spazi del PAC in un’esperienza fatta di buio e luce, assenza e presenza, percezioni spazio-temporali alterate. Un percorso dove le persone potranno espandere i propri sensi, osservare, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi.</p>
<p>Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, di attore e spettatore, <strong>Marina Abramovic ha scelto di mettere alla prova il pubblico anche nell’atto apparentemente semplice dell’osservazione distante</strong>: una serie di telescopi, messi a disposizione da AURIGA, permetteranno ai visitatori di osservare dal punto di vista macroscopico e microscopico coloro i quali sceglieranno di cimentarsi con le interactive installations.</p>
<p><strong>È questo il &#8216;Metodo Abramovic&#8217;, che l’artista ha sperimentato su se stessa in anni di dedizione e ferreo autocontrollo</strong>. Un processo il cui climax è rappresentato dall’estenuante performance realizzata al MoMA nel 2010, dal titolo The Artist is Present. In questa pièce, il più lungo assolo realizzato da Abramovic finora, l’artista si esibiva ogni giorno nelle ore di apertura del museo: seduta in assoluto silenzio a un tavolo nell’atrio, invitava i visitatori a sedersi di fronte a lei per tutto il tempo desiderato, nell’ambito degli orari del <a href="http://beartista.it/tag/musei/" target="_blank">museo</a>. L’artista non aveva alcuna reazione di fronte ai partecipanti, tuttavia il loro coinvolgimento costituiva il completamento dell’opera, permettendo loro di vivere un’esperienza personale con l’artista e con la performance stessa.<br />
Un’installazione monumentale, proposta per la prima volta in Italia, <strong>ricostruirà questa performance memorabile</strong>, accogliendo i visitatori e al tempo stesso introducendo lo scenario del &#8216;Metodo Abramovic&#8217;.</p>
<p>Questo metodo è nato dalla consapevolezza che l’atto performativo è in grado di operare una trasformazione profonda in chi lo produce, ma anche nel pubblico che lo osserva. In un’epoca in cui il tempo è un bene davvero prezioso, ma altrettanto raro, <strong>Marina Abramovic chiede allo spettatore/attore di fermarsi e fare esperienza del &#8216;qui e ora&#8217;, di ciò che prima di tutto lo riguarda: se stesso e il modo di relazionarsi con ciò che lo circonda</strong>.</p>
<p>Una selezione di opere del passato, che ne condividono gli stessi principi, aiuterà i visitatori ad approfondire il &#8216;Metodo Abramovic&#8217;. Da Dozing Consciousness (1997) a Homage to Saint Therese (2009), i suoi lavori sono accomunati dalla ricerca instancabile di un’espansione &#8216;energetica&#8217; della percezione, che contamina tradizioni e saggezze arcaiche con la realtà contemporanea.</p>
<p><strong>In mostra sarà proiettato un estratto del film &#8216;Marina Abramovic &#8211; The Artist is present&#8217;, diretto da Matthew Akers</strong>, una produzione Show of Force per HBO, in coproduzione con AVRO Television e in collaborazione con GA&amp;A Productions, distribuito in Italia da GA&amp;A Productions e Feltrinelli Real Cinema, che hanno reso possibile l’anteprima italiana a Milano il 22 marzo, in contemporanea con l’apertura della mostra al PAC. <strong>Il film ha vinto a febbraio il Premio del pubblico al Festival di Berlino 2012.</strong></p>
<p>Il catalogo, a cura di Diego Sileo ed Eugenio Viola, è pubblicato da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE con testi dei due curatori, di Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Germano Celant, Gillo Dorfles, Antonello Tolve, Angela Vettese e Neville Wakefield. Un secondo catalogo, che sarà disponibile a breve, sarà incentrato unicamente su tutto il processo che ha portato alla realizzazione del &#8216;Metodo Abramovic&#8217; e includerà tutte le sue fasi di realizzazione, dall’allestimento all’esperienza diretta di chi avrà la fortuna di ripercorrere quel metodo unico del fare arte performativa, che ha reso <strong>Marina Abramovic una tra le artiste più rappresentative del nostro tempo</strong>. Verrà inoltre realizzato un video dedicato alle performance attuate presso il PAC e all’esperienza del &#8216;Motodo Abramovic&#8217; a Milano.</p>
<p><strong>Info della mostra performance &#8216;The Abramovic Method&#8217;</strong></p>
<p>21 marzo – 10 giugno 2012<br />
Padiglione d’Arte Contemporanea<br />
Via Palestro, 14 Milano</p>
<p>Orari mostra:<br />
Lunedì 14.30 – 19.30<br />
Da martedì a domenica 9.30 – 19.30<br />
Giovedì 9.30 – 22.30<br />
Giovedì 22 marzo la mostra chiude alle 19.30<br />
Venerdì 23 marzo la mostra chiude alle 22.30<br />
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura</p>
<p>Biglietti:<br />
Biglietto mostra= 8 € intero – 6 € ridotto<br />
Biglietto unico performance + mostra con Marina Abramovic<br />
Il 21, 22, 23, 24 marzo = € 30.00<br />
Biglietto unico performance + mostra dal 25 marzo = 12.00 €</p>
<p><strong>Foto di Laura Ferrari</strong></p>
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		<title>Roy Lichtenstein asta per Sleeping Girl, capolavoro della Pop Art</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 10:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniaschirru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Opere]]></category>
		<category><![CDATA[asta]]></category>
		<category><![CDATA[Roy Lichtenstein]]></category>
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		<description><![CDATA[Sleeping Girl di Roy Lichtenstein, una della opere capolavoro della Pop Art, sarà proposta all’asta da Sotheby’s a New York, il prossimo 9 maggio. Il capolavoro Sleeping Girl di Roy Lichtenstein, artista considerato insieme a Andy Warhol uno dei re della Pop Art, sarà all’asta il 9 maggio. La stima di quest’opera , uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2177" src="http://beartista.it/files/2012/03/slepping-girl.jpg" alt="slepping girl asta" width="500" height="339" /></p>
<p><em><strong>Sleeping Girl di Roy Lichtenstein, una della<a href="http://beartista.it/category/opere/" target="_blank"> opere</a> capolavoro della Pop Art, sarà proposta all’asta da Sotheby’s a New York, il prossimo 9 maggio.</strong></em></p>
<p>Il capolavoro <strong>Sleeping Girl</strong> di Roy Lichtenstein, artista considerato insieme a Andy Warhol uno dei re della Pop Art, sarà all’asta il <strong>9 maggio</strong>. La stima di quest’opera , uno dei più celebri dipinti ispirati ai fumetti, si aggira intorno <strong>ai 30/40 milioni</strong> di dollari. Il dipinto per ben 48 anni è rimasto sempre nella stessa collezione. Il direttore internazionale del dipartimento di arte contemporanea di Sotheby’s in proposito ha detto &#8220;<em>Sleeping Girl è uno dei più significativi capolavori del <strong>XX secolo</strong> e si inserisce nella tradizione delle immagini femminili come quelle di Pablo Picasso, Constantin Brancusi e Amedeo Modigliani&#8221;.</em></p>
<p><span id="more-2176"></span></p>
<p>E poi ha aggiunto: <em>&#8220;Le donne di Lichtenstein sono probabilmente i suoi lavori più desiderati oggi dai collezionisti e Sleeping Girl è ambita sin da quando è stata dipinta, e quindi immediatamente acquistata, nel <strong>1964</strong>. L&#8217;opera è incredibilmente moderna e vibrante, come se fosse stata dipinta ieri&#8221;.</em></p>
<p>L’immagine della <strong>donna bionda</strong> è tra le più ricorrenti nella serie comic book della <strong>Pop Art</strong> di Lichtenstein, è una della immagini più riconoscibile dell’<a href="http://beartista.it/category/artisti/" target="_blank">artista</a>. Il dipinto è stato esposto, una sola volta, tra il 1989 e il 1990 al <strong>Museum of Contemporany Art</strong> di Los Angeles e fino ad ora è sempre appartenuto a <strong>Beatrice e Philip Gersh</strong>. La casa d’aste conta di venderlo per una cifra intorno ai 40 milioni di dollari. In precedenza, lo scorso novembre, la Christie’s, ha battuto un’altra opera di Lichtenstein ‘I Can See the Whole Room!&#8230;and There’s Nobody in it!’, per <strong>43,2 milioni</strong> di dollari.</p>
<p>Fonte immagine: madnesscountry.com</p>
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		<title>Salvador Dalì, Roma 2012: al Vittoriano una mostra dedicate all’artista</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 10:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniaschirru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvador Dalì arriva, dal 10 marzo, al Vittoriano romano, con una mostra a lui dedicata dal titolo, ‘Salvador Dalì: l’uomo, l’artista’. Dopo sessant’anni, dall’ultima retrospettiva italiana, Roma dedica una mostra al geniale artista spagnolo. In questa rassegna, che partirà il 10 marzo e che durerà fino al 30 giugno, potranno essere ammirati olii, disegni, documenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2079" src="http://beartista.it/files/2012/03/salvator-dali-roma.jpg" alt="salvador dalì vittoriano roma" width="500" height="360" /></p>
<p><em><strong>Salvador Dalì arriva, dal 10 marzo, al Vittoriano romano, con una <a href="http://beartista.it/category/mostre/" target="_blank">mostra</a> a lui dedicata dal titolo, ‘Salvador Dalì: l’uomo, l’artista’</strong></em>.</p>
<p>Dopo sessant’anni, dall’ultima retrospettiva italiana,<strong> Roma</strong> dedica una mostra al geniale artista spagnolo. In questa rassegna, che partirà il 10 marzo e che durerà fino al <strong>30 giugno</strong>, potranno essere ammirati olii, disegni, documenti, fotografie, filmati e lettere di Dalì, presentandolo così al pubblico in tutte le sue sfaccettature. La mostra è prodotta da <strong>Comunicare Organizzando</strong> di Alessandro Nicosia, con la collaborazione di grandi istituzioni museali come il <strong>Museo Nacional Centro</strong> de Arte Reina Sofia, il <strong>Museum Boijmans</strong> <strong>Van Beuningen</strong> di Rotterdam, la <strong>Thyssen-Bornemisza Collection</strong>.</p>
<p><span id="more-2078"></span></p>
<p>Dalì che divenne celebre soprattutto per le sue opere surrealiste ha però mostrato la sua arte in numerosi ambiti. Dalla <a href="http://beartista.it/category/pittura/" target="_blank">pittura </a>alla scultura, dal cinema al racconto, e la rassegna curata da <strong>Montse Aguer</strong>, direttrice del Centro per gli studi daliniani alla Fundacio&#8217; Gala-Salvador Dalì, e Lea Mattarella dell&#8217;Accademia di <strong>Belle Arti</strong> di Napoli, punta a presentare l’artista a <strong>360 gradi</strong>, raccontandone l’originalità, la sua grandezza, e il suo percorso umano e creativo.</p>
<p>Grande risalto è dato inoltre al rapporto che l’artista spagnolo aveva con il nostro <strong>Paese</strong>, dal quale è stato profondamente ispirato e influenzato, mettendolo a confronto con i grandi maestri del passato. Si potranno inoltre rivivere i suoi viaggi italiani attraverso gli incontri per ideare collaborazioni artistiche (ad esempio quelle con <strong>Anna Magnani</strong> e <strong>Luchino Visconti</strong>).</p>
<p>La mostra aprirà al pubblico il <strong>10 marzo</strong> e sarà possibile visitarla da lunedì a giovedì e anche la domenica, dalle 9.30 alle 19.30 mentre il venerdì e il sabato sarà aperta fino alle 22 e 30. Il costo del biglietto è di <strong>12,00</strong> euro prezzo intero e <strong>8, 50</strong> ridotto. I bambini di età inferiore ai 7 anni entrano gratis).</p>
<p>Fonte immagine: welcometorome.net</p>
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		<title>Google: Doodle per l&#8217;anniversario di François Truffaut</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Magini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Doodle]]></category>
		<category><![CDATA[François Truffaut]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 6 febbraio Google festeggia con un Doodle l&#8217;ottantesimo anno dalla nascita di François Truffaut un artista che ha lasciato il segno nel cinema mondiale. Google il 6 febbraio ha festeggiato con la sequenza di tre immagini le attività professionali di François Truffaut scrittore, regista e attore. François Truffaut è nato il 6 febbraio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1924" src="http://beartista.it/files/2012/02/FrancoisTruffaut_01.jpg" alt="" width="550" height="344" /></p>
<p><strong><em>Il 6 febbraio Google festeggia con un Doodle l&#8217;ottantesimo anno dalla nascita di François Truffaut un artista che ha lasciato il segno nel cinema mondiale.</em></strong></p>
<p><strong>Google</strong> il 6 febbraio ha festeggiato con la sequenza di tre immagini le attività professionali di <strong>François Truffaut</strong> <a title="BEscrittore" href="http://www.bescrittore.it/">scrittore</a>, regista e attore.</p>
<p><span id="more-1923"></span></p>
<p>François Truffaut è nato il 6 febbraio del 1932 in Francia a Parigi da Jeanine de Montferrand e riconosciuto come figlio dal padre adottivo Roland Truffaut. Ebbe una vita scolastica travagliata dove conobbe la donna che lo accompagnò per tutta la vita <strong>Lycée Rollin</strong>.</p>
<p>Gli troverà un lavoro <strong>André Bazin</strong>, <em>critico cinematografico</em> francese, al servizio cinematografico del Ministero dell&#8217;Agricoltura e successivamente verrà assunto in una rivista come critico al <strong>Cahiers du cinéma</strong>.</p>
<p>Nella vita François Truffaut ha diretto più di 25 film tra cui <em>L&#8217;amore fugge</em> (1979), <em>L&#8217;ultimo metrò</em> (1980), <em>La signora della porta accanto</em> (1981), <em>Finalmente domenica</em> del 1983 e nel film &#8220;<em>L&#8217;uomo che amava le donne</em>&#8221; del 1977 si occupa della <strong>sceneggiatura</strong>, del soggetto, della <strong>regia</strong> e come attore interpreta l&#8217;uomo al funerale.</p>
<p>François Truffaut fu un uomo che ha ricoperto un ruolo importante nel cinema del XX secolo e viene ricordato il 6 febbraio con una semplice sequenza di Doodle anche da Google.</p>
<p>Una video intervista a François Truffaut in lingua france:</p>
<p><object width="560" height="340" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/mjpRFX8oHd0&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/mjpRFX8oHd0&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>

<a href='http://beartista.it/1923/google-doodle-per-lanniversario-di-francois-truffaut/francoistruffaut_01/' title='Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/02/FrancoisTruffaut_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" title="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" /></a>
<a href='http://beartista.it/1923/google-doodle-per-lanniversario-di-francois-truffaut/francoistruffaut_02/' title='Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/02/FrancoisTruffaut_02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" title="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" /></a>
<a href='http://beartista.it/1923/google-doodle-per-lanniversario-di-francois-truffaut/francoistruffaut_03/' title='Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/02/FrancoisTruffaut_03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" title="Doodle per l&#039;ottantesimo anniversario di François Truffaut" /></a>

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		<title>Autoclassica: Alessandro Gedda al Salone del Veicolo d&#8217;Epoca</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Magini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gedda]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica Sketches]]></category>

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		<description><![CDATA[A Milano per il Salone del Veicolo d&#8217;Epoca, Autoclassica, vengono esposte dal 17 al 19 febbraio le opere di Alessandro Gedda per celebrare la storia dell&#8217;auto. Alessandro Gedda con la tecnica Sketches ha creato oltre 60 opere riuscendo a trasmettere il dinamismo del movimento delle macchine in corsa e nei ritratti la personalità dei protagonisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1860" src="http://beartista.it/files/2012/01/gedda_01.jpg" alt="" width="550" height="314" /></p>
<p><strong><em>A Milano per il Salone del Veicolo d&#8217;Epoca, Autoclassica, vengono esposte dal 17 al 19 febbraio le opere di Alessandro Gedda per celebrare la storia dell&#8217;auto.</em></strong></p>
<p><strong>Alessandro Gedda</strong> con la tecnica <strong>Sketches</strong> ha creato oltre 60 <a title="Opere" href="http://beartista.it/category/opere/">opere</a> riuscendo a trasmettere il dinamismo del movimento delle macchine in corsa e nei ritratti la personalità dei protagonisti che hanno caratterizzato il mondo dell&#8217;automobile come per <strong>Enzo Ferrari</strong>, <strong>Ettore Bugatti</strong>, <strong>Alfieri Maserati</strong>, <strong>Ferdinand Porsche</strong>, <strong>Ferruccio Lamborghini</strong> e di altri.</p>
<p><span id="more-1856"></span></p>
<p>Questa tecnica è la creazione dell&#8217;opera finita attraverso lo schizzo con il colore puro che in queste tele risulta predominare il blu con alcuni effetti di sgocciolatura che caratterizzano il lavoro. Gedda parte con un&#8217;opera su <strong>Leonardo da Vinci</strong> per riportare alla memoria i progetti svolti dal maestro sulla costruzione delle macchine, considerandolo come artefice dei primi studi di meccanica per giungere ai grandi mezzi creati dalle grandi case automobilistiche.</p>
<p>Ricorda anche con i suoi ritratti i grandi piloti della <strong>Formula 1</strong> come <strong>Juan Manuel Fangio</strong>, <strong>Jim Clark</strong>, <strong>Niki Lauda</strong>, <strong>Jacques Villeneuve</strong> e <strong>Ayrton Senna</strong>.</p>
<p>La mostra è una <strong>personale</strong> di un artista che ha trasformato la sua passione per le automobili in arte da esporre e per esaltare la bellezza e il grande lavoro svolto nei secoli nel rendere facile, veloce e comodo il trasporto delle persone e dei beni.</p>

<a href='http://beartista.it/1856/autoclassica-alessandro-gedda-al-salone-del-veicolo-depoca/alfa_gt/' title='Alfa GT'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/01/alfa_gt-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alfa GT" title="Alfa GT" /></a>
<a href='http://beartista.it/1856/autoclassica-alessandro-gedda-al-salone-del-veicolo-depoca/ferrari_enzo/' title='Enzo Ferrari, Ettore Bugatti, Ascari'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/01/ferrari_enzo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Enzo Ferrari, Ettore Bugatti, Ascari" title="Enzo Ferrari, Ettore Bugatti, Ascari" /></a>
<a href='http://beartista.it/1856/autoclassica-alessandro-gedda-al-salone-del-veicolo-depoca/ferrari_scaglietti/' title='Ferrari - scaglietti - interni'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/01/ferrari_scaglietti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ferrari - scaglietti - interni" title="Ferrari - scaglietti - interni" /></a>
<a href='http://beartista.it/1856/autoclassica-alessandro-gedda-al-salone-del-veicolo-depoca/gedda_01/' title='IMG 1457 - Maserati'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2012/01/gedda_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 1457 - Maserati" title="IMG 1457 - Maserati" /></a>

<p>Video che ritrae l&#8217;artista <strong>Alessandro Gedda</strong> mentre dipinge in blu una <strong>Porsche</strong> nel 2010.</p>
<p><object width="560" height="340" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/dLPxlKUjcE8&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/dLPxlKUjcE8&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Modena, Galleria Civica: in mostra Vittorio Corsini dal 17 marzo al 10 giugno 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[La Galleria Civica di Modena, dal 17 marzo al 10 giugno 2012, ospita la mostra di Vittorio Corsini &#8220;Tra voci, carte, rovi e notturni&#8221;, lavoro organizzato proprio per la serra ducale. Nata dalla collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e con la cura di Marco Pierini, la mostra espone solo opere nuove (ad eccezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1850" src="http://beartista.it/files/2012/01/noname.jpg" alt="" width="361" height="275" /></p>
<p><strong><em>La Galleria Civica di Modena, dal 17 marzo al 10 giugno 2012, ospita la mostra di Vittorio Corsini &#8220;Tra voci, carte, rovi e notturni&#8221;, lavoro organizzato proprio per la serra ducale.<br />
</em></strong><br />
Nata dalla collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e con la cura di <strong>Marco Pierini</strong>, la <a href="http://beartista.it/category/mostre/">mostra</a> espone solo <strong>opere</strong> nuove (ad eccezione di una datata 1990 ma mai esposta) che declinano tematiche legate al concetto di <strong>territorio</strong>. Una mostra completamente incentrata sul paesaggio che attraverso sculture, installazioni e un video d&#8217;animazione riconsidera il territorio come anima in movimento, dove la vita quotidiana tutto trasforma e muta.</p>
<p><span id="more-1848"></span></p>
<p>Gli studi di Corsini mirano all&#8217;<strong>osservazione</strong> sulle modalità dell&#8217;<strong>abitare</strong>, sui movimenti che animano gli spazi domestici e pubblici, sulle relazioni che essi instaurano con le <strong>persone</strong>. La ricerca si realizza attraverso l&#8217;utilizzo dei materiali più disparati, dal vetro al metallo, dalla carta all&#8217;inchiostro alla segatura, tutti elementi che aiutano l&#8217;artista a cucire una serie di legami narranti, tutte espressioni di ciò che il paesaggio solo riprodotto non può esprimere.</p>
<p>Un dispositivo elettronico riproduce la voce di <strong>Paolo Nori</strong> che legge una storia realizzata con l&#8217;intento di rappresentare un paesaggio delle colline modenesi. La segatura bianca e nera disposta sul pavimento di una sala viene costantemente calpestata dai passanti, metafora di come l&#8217;<strong>ambiente</strong> finisca per essere modificato da coloro che lo abitano, pur rimanendo sempre riconoscibile.</p>
<p><strong>&#8220;Risaia&#8221;</strong>, l&#8217;opera del 1990 in metallo e vetro, rappresenta una visione ancora storica della natura; <strong>&#8220;Eros 10.5&#8243;</strong> e <strong>&#8220;Eros 10.7&#8243;</strong> portano una trasformazione, il riflettersi colorato della <strong>luce</strong> dei neon che contrasta con i cespugli e i canneti metallici. Un&#8217;intera ala del palazzo è dedicata a stampe fotografiche in bianco e nero, dove splendidi paesaggi diurni mutano in attimi notturni mediante l&#8217;utilizzo della luce blu che si staglia da destra.</p>
<p>La mostra, dal <strong>17 marzo</strong> al <strong>10 giugno 2012</strong>, è aperta dal <strong>mercoledì</strong> al <strong>venerdì</strong> dalle <strong>10.30</strong> alle <strong>13.00</strong> e dalle <strong>16.00</strong> alle <strong>19.30</strong>. Il sabato, la domenica e i festivi con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30; lunedì e martedì la mostra resterà chiusa. L&#8217;ingresso è libero.</p>
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		<title>Cassette Lord: l&#8217;arte dello stencil musicale. Direttamente dall&#8217;Inghilterra</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gabriele figus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Grafiche]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[stencil]]></category>
		<category><![CDATA[Street Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Cassette Lord viene da Brighton, Uk. Il suo segno di riconoscimento sono le vecchie audiocassette degli anni &#8217;90, ritratte a mo&#8217; di stancil per le strade inglesi. Un&#8217;idea geniale, che eleva Cassette Lord nel mondo dei grandi street-artist di Londra e dintorni, se non altro per la semplicità con la quale riesce a integrare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beartista.it/files/2011/12/cassette-lord.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1555" src="http://beartista.it/files/2011/12/cassette-lord.jpg" alt="cassette lord arte" width="500" height="413" /></a></p>
<p><em><strong>Cassette Lord viene da Brighton, Uk. Il suo segno di riconoscimento sono le vecchie audiocassette degli anni &#8217;90, ritratte a mo&#8217; di stancil per le strade inglesi. Un&#8217;idea geniale, che eleva Cassette Lord nel mondo dei grandi street-artist di Londra e dintorni, se non altro per la semplicità con la quale riesce a integrare la classicità della cassetta dalla  forma rettangolare, con colori vivacissimi.</strong></em></p>
<p>Lui definisce la sua arte come un <em>&#8220;Rinascimento delle audiocassette&#8221;</em>: è un momento di rivalutazione per questi oggetti così antichi ormai eppure così familiari per chi, come lui, appartiene alla <a href="http://beartista.it/?s=anni+%2770" target="_blank">generazione degli anni &#8217;70</a> e sta vivendo il fiore dell&#8217;età. Il ritorno al vintage ha attraversato il mondo negli ultimi anni entrando, o meglio ri-entrando a pieno ritmo in tutti quegli ambiti che sono stati vittime della trasformazione tecnologica quali la musica, la fotografia, la moda, le telecomunicazioni, ecc.</p>
<p><span id="more-1491"></span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Cassette-Lord/142744895749446">Cassette Lord</a> in questo senso ha dato il suo contributo a questo fenomeno globale del ritorno al passato, della ricerca della nostalgia. Il suo è un retrò-style in piena regola, in cui trovano posto gli oggetti e le reminiscenze della sua infanzia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1556" src="http://beartista.it/files/2011/12/cassette-lord-2.jpg" alt="cassette lord" width="500" height="413" /></p>
<p>Fonte immagini: Vandalog.com</p>
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		<title>Terminal Painting: la mostra di Mirko Pagliacci</title>
		<link>http://beartista.it/1425/terminal-painting-la-mostra-di-mirko-pagliacci/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filomenatalento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Città Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Terminal Painting è la nuova mostra di Mirko Pagliacci, un&#8217;affascinante esposizione dell’artista che abbiamo intervistato per conoscere da vicino la sua arte e capire in cosa consiste la peculiare caratteristica tecnica dello strappo-toner. Teminal Panting infatti è solo il titolo che Mirko Pagliacci ha scelto per il suo nuovo ciclo di esposizioni. Un tripudio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1427" src="http://beartista.it/files/2011/11/copertina1-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></p>
<p><em><strong>Terminal Painting è la nuova mostra di <a href="http://www.mirkopagliacci.com/" target="_blank">Mirko Pagliacci</a>, un&#8217;affascinante esposizione dell’artista che abbiamo intervistato per conoscere da vicino la sua arte e capire in cosa consiste la peculiare caratteristica tecnica dello strappo-toner.</strong></em></p>
<p>Teminal Panting infatti è solo il titolo che Mirko Pagliacci ha scelto per il suo nuovo ciclo di esposizioni. Un tripudio di colori ma anche tante novità tutte riassumibili nella nuova invenzione dell&#8217;artista: lo strappo toner.<br />
<span id="more-1425"></span></p>
<p><strong>Come nascono le sue opere?</strong></p>
<p>Quello che mi interessa è il simbolo che arriva dal passato e che contiene un velo di nostalgia ma anche un grido d’allarme e con una tecnica nuova adattabile a quelle che sono le forme nuove del linguaggio riesco a mettere un tessuto contemporaneo. Molti <a href="http://beartista.it/category/pittura/" target="_blank">pittori</a> che si rifanno all’antico a mio parere adottano tecniche obsolete, cioè oleografiche. Io ho cercato di capire in che modo è possibile parlare di un passato che ci interessa in maniera sempre nuova utilizzando la tecnica dello strappo-toner.</p>
<p><strong>In che cosa consiste questa tecnica?</strong></p>
<p>Andy Warhol negli anni ’60 e, in generale, l’intero movimento della pop art lavorava su modelli del passato ma soprattutto su alcuni riferimenti come Marilyn adoperando una tecnica che è quella della serigrafia oppure utilizzavano sistemi di stampa (si prendeva una tela, si stampava e poi si procedeva alla coloritura). Questi sono sistemi alla portata di tutti. Ad un certo punto, tuttavia, io ho intuito che la nostra società si stava spostando verso livelli di riproduzione altissima, per cui dal momento che il linguaggio visivo era già allora alla portata di tutti (sul vento della pop art), io ho capito che bisognava utilizzare un linguaggio di alta tecnica. Così ho adoperato un lino grezzo proveniente dalla Cina o dall’India, l’ho trattato con resine, gessi, colori, acrilici, con dei pigmenti tradizionali e, contemporaneamente, ho adoperato un sistema di linguaggio contemporaneo: un linguaggio non stampato (che deriva dalla stampa) che viene <em>strappato</em> come l’affresco. Allora anziché stampare l’immagine sulla tela, la si stampa su un foglio, dopodiché si prende questo foglio, lo si fa aderire sul tessuto preparato e poi lo si strappa con delle resine per cui rimane il colore vivo del toner. Questa è un’operazione eterna. Fra cento anni il quadro sarà uguale ad oggi.</p>
<p><strong>Come le è venuta in mente questa operazione?</strong></p>
<p>Mi sono accorto di questa possibilità durante una collettiva a cui ho partecipato qualche anno fa. C’erano dei quadri di Rauscher, di Warhol e mi sono accorto che il quadro di Rauscher quasi non si vedeva così come le opere di Warhol. Così, sulla scorta di questo grande bagaglio del passato, ho pensato di inventare qualcosa di nuovo e ho iniziato a mescolare le resine, i composti chimici e, infine, sono arrivato a strappare fotocopie. Si tratta di fotocopie stampate su tela, ma contemporaneamente è un’operazione inversa a quella della fotocopiatrice.</p>
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		<title>Gennaro Vallifuoco: l&#8217;artista di Avellino per il Natale 2011</title>
		<link>http://beartista.it/1260/gennaro-vallifuoco-lartista-di-avellino-per-il-natale-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filomenatalento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Vallifuoco è uno degli artisti irpini più apprezzati nel panorama nazionale. Tra i suoi lavori ci sono testi, dipinti e scenografie teatrali realizzate per grandi maestri. Oggi vi parliamo di una sua opera dedicata al Natale 2011. Nel 2000, Gennaro Vallifuoco dipinge ‘La cantata dei pastori’, una splendida natività strabordante di colori e di infinite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1423" src="http://beartista.it/files/2011/11/la-cantata-dei-pastori-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></p>
<p><em><strong>Gennaro Vallifuoco è uno degli artisti irpini più apprezzati nel panorama nazionale. Tra i suoi lavori ci sono testi, dipinti e scenografie teatrali realizzate per grandi maestri. Oggi vi parliamo di una sua opera dedicata al Natale 2011.<br />
</strong></em></p>
<p>Nel 2000, <a href="http:/http://www.gennarovallifuoco.com/">Gennaro Vallifuoco</a> dipinge ‘La cantata dei pastori’, una splendida natività strabordante di colori e di infinite sfumature: si va da quelle blu cobalto in cui è dipinta la larga veste di Maria, al blu/notte quasi nero del cielo stellato, passando per i grigi sfumati della grotta e delle montagne fino ad arrivare ai gialli e agli arancioni intensi della stella cometa e delle aureole. Un tripudio di colori ed allegria pensato per omaggiare la venuta di Gesù che, in quanto tale, è un evento positivo e allegro e come tale &#8211; secondo Vallifuoco – deve essere raffigurato attraverso l’esaltazione dei colori.</p>
<p><span id="more-1260"></span>Non mancano, tuttavia, i contrasti cromatici – quelli del grigio tendente al nero – che sfociano inevitabilmente anche in <strong>contrasti tematici</strong>: la notte e la caduta del diavolo (in grigio/nero) dipinti in primo piano. Un’opera importante e carica di significato che, attraverso mille contraddizioni di colore, ben si adatta alla celebrazione dello spirito magico che precede il Santo Natale.</p>
<p><strong>Gennaro Vallifuoco</strong> è un artista di <strong>Avellino</strong> nato nel luglio del 1967. La sua vocazione artistica, sin da giovane, non è unilaterale: Vallifuoco è un fotografo, uno scenografo, un illustratore prima ancora di essere un grande <a href="http://beartista.it/category/pittura/" target="_blank">pittore</a>.  Dall’ ‘85 in poi frequenta l’<strong>Accademia delle belle Arti di Firenze</strong> e, durante il suo percorso di studi, riceve l’opportunità di lavorare come assistente del celebre Beni Montresor. Un’occasione unica che consentirà al giovane Vallifuoco di varcare per la prima volta le soglie dell’imponente teatro dell’Opera di Roma dove si dedicò all’allestimento delle scene e dei costumi di Falstaff di G. Verdi. Dopo il diploma all’Accademia fiorentina, Vallifuoco riceve una seconda grande opportunità: lavorare come assistente al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano per lo spettacolo ‘La gatta inglese’ di Henze. Dal ’91 in poi, Vallifuoco inizia a lavorare insieme a Roberto de Simone. Da questa collaborazione nasceranno opere importanti come le ‘Fiabe Campane (Einaudi, 1994), ‘Il convitato di Pietra’ e ‘ Il presepe popolare napoletano’.</p>
<p>Nel 1996 Vallifuoco si trasferisce in Sardegna per insegnare all’<strong>Accademia delle belle Arti di Sassari</strong>. Durante il suo soggiorno sardo, Vallifuoco prepara numerose mostre fra cui quella d’ispirazione favolistica con cui partecipa alla rassegna ‘i Custodi del tempo’ tenutasi a Cagliari. Dal &#8217;97 al &#8217;99 la sua cattedra viene trasferita da Cagliari a Carrara e, durante questo periodo, Vallifuoco intraprende originali collaborazioni anche nel campo musicale. Infine, a ridosso del 2000 Vallifuoco inizia a <strong>collaborare con l’Alitalia</strong> per cui ha allestito molte iniziative originali, fra cui una mostra all’Aereoporto di Fiumicino e la creazione di una speciale card da collezione.</p>
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		<title>Sole sul cavalletto di Giorgio de Chirico, dai disegni alla firma sul dipinto</title>
		<link>http://beartista.it/1318/sole-sul-cavalletto-di-giorgio-de-chirico-dai-disegni-alla-firma-sul-dipinto/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 16:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Magini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio de Chirico]]></category>
		<category><![CDATA[pittura metafisica]]></category>
		<category><![CDATA[Sole sul cavalletto]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche pittoriche]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio de Chirico viene ripreso e intervistato durante i lavori per la realizzazione di &#8220;Sole sul cavalletto&#8221; nel 1973 partendo dai disegni sulla tela fino alla firma sul dipinto. Un dipinto d&#8217;arte contemporanea realizzato da Giorgio de Chirico sotto l&#8217;occhio di una macchina da ripresa nel 1973, grazie a questo video è possibile vedere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/L6v9E9d3yT4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/L6v9E9d3yT4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
<p><em><strong>Giorgio de Chirico viene ripreso e intervistato durante i lavori per la realizzazione di &#8220;Sole sul cavalletto&#8221; nel 1973 partendo dai disegni sulla tela fino alla firma sul dipinto.</strong></em></p>
<p>Un dipinto d&#8217;<a title="arte" href="http://bepittore.it/category/arte/" target="_blank">arte</a> contemporanea realizzato da <strong>Giorgio de Chirico</strong> sotto l&#8217;occhio di una macchina da ripresa nel 1973, grazie a questo video è possibile vedere i processi che de Chirico metteva in atto per la realizzazione di un&#8217;opera d&#8217;arte, l&#8217;intervista può risultare in alcuni casi poco gradevole per le domande incalzanti fatte ad un artista reticente a rispondere, ma alla fine il video risulta piacevole e interessante per scoprire alcune caratteristiche della personalità del maestro della <strong>pittura metafisica</strong>.</p>
<p><span id="more-1318"></span>Il quadro è caratterizzato da un sole e una luna spenti nel celo e accesi all&#8217;interno di un locale identificato da alcuni come <a title="teatro" href="http://beteatro.it/" target="_blank">palcoscenico teatrale</a> dal tendaggio nei lati ma ironicamente negato da de Chirico nel video. I soli e le lune sono collegati tra loro da un filo nero che prende il colore giallo avvicinandosi ai due illuminati. Questo tema viene ripreso da alcune <strong>litografie</strong> che de Chirico fece per illustrare il <strong><em>Calligrammes</em></strong> di <strong>Guillaume Apollinaire</strong> pubblicato nel 1930 a Parigi.</p>
<p><a href="http://beartista.it/files/2011/11/Sole-sul-cavalletto-Giorgio-de-Chirico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1357" src="http://beartista.it/files/2011/11/Sole-sul-cavalletto-Giorgio-de-Chirico.jpg" alt="" width="550" height="435" /></a></p>
<p><strong>De Chirico afferma che non bisogna cercare significati nei dipinti ma &#8220;<em>la pittura è una contemplazione, bisogna guardarla, contemplarla</em>&#8220;.</strong></p>
<p><a title="Fondazione Giorgio e Isa de Chirico" href="http://www.fondazionedechirico.com/" target="_blank">Giorgio de Chirico</a> è nato nel 1888 a <strong>Volos</strong> in <strong>Grecia</strong> da genitori italiani, si trasferì a <strong>Monco di Baviera</strong> nel 1905 dove nel 1906 entrò nell&#8217;<strong>accademia di belle arti</strong> per completare gli studi sotto <strong>Max Klinger</strong> <a title="pittore" href="http://bepittore.it/" target="_blank">pittore</a> e scultore tedesco. Si trasferì in Italia nel 1909 e dipinse <strong><em>Enigma di un pomeriggio d&#8217;autunno</em></strong>. Successivamente si trasferisce a Parigi dove ebbe contatti con i circoli intellettuali francesi, ritornò in Italia per essere arruolato durante la guerra. Morì il 20 novembre del 1978 a Roma dopo pochi mesi dai festeggiamenti per i suoi 90anni al Campidoglio.</p>
<p>Fonte immagine | Fondazione Giorgio e Isa de Chirico</p>
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