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	<title>Be Artista &#187; Pittura</title>
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		<title>Cenacolo Vinciano: aperture straordinarie serali grazie ad Eni</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 15:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Dambra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Opere]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono previste due aperture straordinarie del Cenacolo Vinciano, grazie ad Eni, venerdì 24 febbraio e 30 marzo, dalle ore 19:30 alle ore 22:30. In queste due serate speciali le luci del Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena, non si spegneranno e sarà possibile ammirare il capolavoro, meta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2035" src="http://beartista.it/files/2012/02/cenacolo-vinciano-aperture-straordinarie.jpg" alt="Cenacolo Vinciano" width="560" height="310" /></p>
<p>Sono previste due <strong>aperture straordinarie del Cenacolo Vinciano</strong>, grazie ad Eni, venerdì <strong>24 febbraio</strong> e <strong>30 marzo</strong>, dalle ore 19:30 alle ore 22:30. In queste due serate speciali le luci del Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove <a href="http://beartista.it/tag/leonardo-da-vinci/" target="_blank">Leonardo</a> ha dipinto l’Ultima Cena, non si spegneranno e sarà possibile ammirare il capolavoro, meta di visitatori da tutto il mondo.</p>
<p>L’<strong>ingresso è libero</strong> ( per prenotazioni telefonare al numero 02.92800360, dal lunedì al sabato, dalle 8:00 alle 18:30) secondo la formula di eccezionalità e gratuità che caratterizza il sostegno del cane a sei zampe all’arte e alla cultura. Negli eventi promossi da Eni, dopo il successo a Palazzo Marino della mostra di Georges de la Tour (con 210.000 visitatori),  si riallaccia il filo con Leonardo, già protagonista nel 2009 dell’esposizione ospitata dal Comune di Milano del dipinto San Giovanni Battista, proveniente dal museo del Louvre.</p>
<p><span id="more-2033"></span>Fin dai tempi di Enrico Mattei la cultura costituisce per Eni un importante terreno di iniziative attraverso cui coniugare la propria natura di grande società energetica con il tessuto sociale e culturale dei paesi in cui opera. Affermarsi come impresa che agisce per lo sviluppo di un territorio specifico è il principale obiettivo di ogni progetto. Eni è convinta infatti che <strong>favorire l’accesso alla cultura sia un valore e uno strumento di crescita per tutta la società</strong>.</p>
<p>Per questo motivo tutti gli eventi culturali sostenuti da <a href="http://beenergia.it/tag/eni/" target="_blank">Eni</a> sono oggi riconoscibili per la <strong>qualità dei contenuti e la varietà dei linguaggi e degli strumenti di approfondimento messi in campo</strong>, concepiti per formare sempre spettatori coscienti, ad ogni fascia d’età.<br />
In un periodo in cui, al trend di disinvestimento economico risponde un aumento costante della domanda in cultura, l’<strong>impegno di Eni è quello di facilitare l’accesso e la conoscenza all’arte</strong>, al teatro, alla musica, al cinema.</p>
<p>Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena per volere di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, in un arco di tempo che va dal 1494 al 1497. L&#8217;artista, trattandosi di pittura su muro, non si è affidato alla tradizionale quanto resistente tecnica dell&#8217;affresco, che impone una veloce stesura del colore sull&#8217;intonaco ancora umido, ma ha voluto <strong>sperimentare un metodo innovativo</strong> che gli consentisse di intervenire sull&#8217;intonaco asciutto e, quindi, di poter tornare a più riprese sull&#8217;opera curandone ogni minimo particolare. Le intuizioni di Leonardo, purtroppo, si rivelarono sbagliate e ben presto, per un’infelice concomitanza di cause, <strong>la pittura cominciò a deteriorarsi</strong>. Nel corso dei secoli, di conseguenza, si susseguirono molti <a href="http://beartista.it/tag/restauri/" target="_blank">restauri</a> nel disperato tentativo di salvare il capolavoro. Nel 1999, dopo oltre 20 anni di lavoro, si è concluso l’ultimo intervento conservativo che, grazie alla rimozione di tante ridipinture, <strong>ha riportato in luce quanto restava delle stesure originali</strong>.</p>
<p>Le precarie condizioni del dipinto obbligano il Museo a osservare <strong>rigide regole di visita</strong> consentendo l’ingresso di 30 persone ogni 15 minuti anche in occasione delle <strong>aperture straordinarie serali</strong> del Cenacolo Vinciano.</p>
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		<title>Terminal Painting: la mostra di Mirko Pagliacci</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filomenatalento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Città Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Terminal Painting è la nuova mostra di Mirko Pagliacci, un&#8217;affascinante esposizione dell’artista che abbiamo intervistato per conoscere da vicino la sua arte e capire in cosa consiste la peculiare caratteristica tecnica dello strappo-toner. Teminal Panting infatti è solo il titolo che Mirko Pagliacci ha scelto per il suo nuovo ciclo di esposizioni. Un tripudio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1427" src="http://beartista.it/files/2011/11/copertina1-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></p>
<p><em><strong>Terminal Painting è la nuova mostra di <a href="http://www.mirkopagliacci.com/" target="_blank">Mirko Pagliacci</a>, un&#8217;affascinante esposizione dell’artista che abbiamo intervistato per conoscere da vicino la sua arte e capire in cosa consiste la peculiare caratteristica tecnica dello strappo-toner.</strong></em></p>
<p>Teminal Panting infatti è solo il titolo che Mirko Pagliacci ha scelto per il suo nuovo ciclo di esposizioni. Un tripudio di colori ma anche tante novità tutte riassumibili nella nuova invenzione dell&#8217;artista: lo strappo toner.<br />
<span id="more-1425"></span></p>
<p><strong>Come nascono le sue opere?</strong></p>
<p>Quello che mi interessa è il simbolo che arriva dal passato e che contiene un velo di nostalgia ma anche un grido d’allarme e con una tecnica nuova adattabile a quelle che sono le forme nuove del linguaggio riesco a mettere un tessuto contemporaneo. Molti <a href="http://beartista.it/category/pittura/" target="_blank">pittori</a> che si rifanno all’antico a mio parere adottano tecniche obsolete, cioè oleografiche. Io ho cercato di capire in che modo è possibile parlare di un passato che ci interessa in maniera sempre nuova utilizzando la tecnica dello strappo-toner.</p>
<p><strong>In che cosa consiste questa tecnica?</strong></p>
<p>Andy Warhol negli anni ’60 e, in generale, l’intero movimento della pop art lavorava su modelli del passato ma soprattutto su alcuni riferimenti come Marilyn adoperando una tecnica che è quella della serigrafia oppure utilizzavano sistemi di stampa (si prendeva una tela, si stampava e poi si procedeva alla coloritura). Questi sono sistemi alla portata di tutti. Ad un certo punto, tuttavia, io ho intuito che la nostra società si stava spostando verso livelli di riproduzione altissima, per cui dal momento che il linguaggio visivo era già allora alla portata di tutti (sul vento della pop art), io ho capito che bisognava utilizzare un linguaggio di alta tecnica. Così ho adoperato un lino grezzo proveniente dalla Cina o dall’India, l’ho trattato con resine, gessi, colori, acrilici, con dei pigmenti tradizionali e, contemporaneamente, ho adoperato un sistema di linguaggio contemporaneo: un linguaggio non stampato (che deriva dalla stampa) che viene <em>strappato</em> come l’affresco. Allora anziché stampare l’immagine sulla tela, la si stampa su un foglio, dopodiché si prende questo foglio, lo si fa aderire sul tessuto preparato e poi lo si strappa con delle resine per cui rimane il colore vivo del toner. Questa è un’operazione eterna. Fra cento anni il quadro sarà uguale ad oggi.</p>
<p><strong>Come le è venuta in mente questa operazione?</strong></p>
<p>Mi sono accorto di questa possibilità durante una collettiva a cui ho partecipato qualche anno fa. C’erano dei quadri di Rauscher, di Warhol e mi sono accorto che il quadro di Rauscher quasi non si vedeva così come le opere di Warhol. Così, sulla scorta di questo grande bagaglio del passato, ho pensato di inventare qualcosa di nuovo e ho iniziato a mescolare le resine, i composti chimici e, infine, sono arrivato a strappare fotocopie. Si tratta di fotocopie stampate su tela, ma contemporaneamente è un’operazione inversa a quella della fotocopiatrice.</p>
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		<title>Gennaro Vallifuoco: l&#8217;artista di Avellino per il Natale 2011</title>
		<link>http://beartista.it/1260/gennaro-vallifuoco-lartista-di-avellino-per-il-natale-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filomenatalento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Vallifuoco è uno degli artisti irpini più apprezzati nel panorama nazionale. Tra i suoi lavori ci sono testi, dipinti e scenografie teatrali realizzate per grandi maestri. Oggi vi parliamo di una sua opera dedicata al Natale 2011. Nel 2000, Gennaro Vallifuoco dipinge ‘La cantata dei pastori’, una splendida natività strabordante di colori e di infinite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1423" src="http://beartista.it/files/2011/11/la-cantata-dei-pastori-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></p>
<p><em><strong>Gennaro Vallifuoco è uno degli artisti irpini più apprezzati nel panorama nazionale. Tra i suoi lavori ci sono testi, dipinti e scenografie teatrali realizzate per grandi maestri. Oggi vi parliamo di una sua opera dedicata al Natale 2011.<br />
</strong></em></p>
<p>Nel 2000, <a href="http:/http://www.gennarovallifuoco.com/">Gennaro Vallifuoco</a> dipinge ‘La cantata dei pastori’, una splendida natività strabordante di colori e di infinite sfumature: si va da quelle blu cobalto in cui è dipinta la larga veste di Maria, al blu/notte quasi nero del cielo stellato, passando per i grigi sfumati della grotta e delle montagne fino ad arrivare ai gialli e agli arancioni intensi della stella cometa e delle aureole. Un tripudio di colori ed allegria pensato per omaggiare la venuta di Gesù che, in quanto tale, è un evento positivo e allegro e come tale &#8211; secondo Vallifuoco – deve essere raffigurato attraverso l’esaltazione dei colori.</p>
<p><span id="more-1260"></span>Non mancano, tuttavia, i contrasti cromatici – quelli del grigio tendente al nero – che sfociano inevitabilmente anche in <strong>contrasti tematici</strong>: la notte e la caduta del diavolo (in grigio/nero) dipinti in primo piano. Un’opera importante e carica di significato che, attraverso mille contraddizioni di colore, ben si adatta alla celebrazione dello spirito magico che precede il Santo Natale.</p>
<p><strong>Gennaro Vallifuoco</strong> è un artista di <strong>Avellino</strong> nato nel luglio del 1967. La sua vocazione artistica, sin da giovane, non è unilaterale: Vallifuoco è un fotografo, uno scenografo, un illustratore prima ancora di essere un grande <a href="http://beartista.it/category/pittura/" target="_blank">pittore</a>.  Dall’ ‘85 in poi frequenta l’<strong>Accademia delle belle Arti di Firenze</strong> e, durante il suo percorso di studi, riceve l’opportunità di lavorare come assistente del celebre Beni Montresor. Un’occasione unica che consentirà al giovane Vallifuoco di varcare per la prima volta le soglie dell’imponente teatro dell’Opera di Roma dove si dedicò all’allestimento delle scene e dei costumi di Falstaff di G. Verdi. Dopo il diploma all’Accademia fiorentina, Vallifuoco riceve una seconda grande opportunità: lavorare come assistente al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano per lo spettacolo ‘La gatta inglese’ di Henze. Dal ’91 in poi, Vallifuoco inizia a lavorare insieme a Roberto de Simone. Da questa collaborazione nasceranno opere importanti come le ‘Fiabe Campane (Einaudi, 1994), ‘Il convitato di Pietra’ e ‘ Il presepe popolare napoletano’.</p>
<p>Nel 1996 Vallifuoco si trasferisce in Sardegna per insegnare all’<strong>Accademia delle belle Arti di Sassari</strong>. Durante il suo soggiorno sardo, Vallifuoco prepara numerose mostre fra cui quella d’ispirazione favolistica con cui partecipa alla rassegna ‘i Custodi del tempo’ tenutasi a Cagliari. Dal &#8217;97 al &#8217;99 la sua cattedra viene trasferita da Cagliari a Carrara e, durante questo periodo, Vallifuoco intraprende originali collaborazioni anche nel campo musicale. Infine, a ridosso del 2000 Vallifuoco inizia a <strong>collaborare con l’Alitalia</strong> per cui ha allestito molte iniziative originali, fra cui una mostra all’Aereoporto di Fiumicino e la creazione di una speciale card da collezione.</p>
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		<title>Sole sul cavalletto di Giorgio de Chirico, dai disegni alla firma sul dipinto</title>
		<link>http://beartista.it/1318/sole-sul-cavalletto-di-giorgio-de-chirico-dai-disegni-alla-firma-sul-dipinto/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 16:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Magini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio de Chirico]]></category>
		<category><![CDATA[pittura metafisica]]></category>
		<category><![CDATA[Sole sul cavalletto]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche pittoriche]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio de Chirico viene ripreso e intervistato durante i lavori per la realizzazione di &#8220;Sole sul cavalletto&#8221; nel 1973 partendo dai disegni sulla tela fino alla firma sul dipinto. Un dipinto d&#8217;arte contemporanea realizzato da Giorgio de Chirico sotto l&#8217;occhio di una macchina da ripresa nel 1973, grazie a questo video è possibile vedere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/L6v9E9d3yT4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/L6v9E9d3yT4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
<p><em><strong>Giorgio de Chirico viene ripreso e intervistato durante i lavori per la realizzazione di &#8220;Sole sul cavalletto&#8221; nel 1973 partendo dai disegni sulla tela fino alla firma sul dipinto.</strong></em></p>
<p>Un dipinto d&#8217;<a title="arte" href="http://bepittore.it/category/arte/" target="_blank">arte</a> contemporanea realizzato da <strong>Giorgio de Chirico</strong> sotto l&#8217;occhio di una macchina da ripresa nel 1973, grazie a questo video è possibile vedere i processi che de Chirico metteva in atto per la realizzazione di un&#8217;opera d&#8217;arte, l&#8217;intervista può risultare in alcuni casi poco gradevole per le domande incalzanti fatte ad un artista reticente a rispondere, ma alla fine il video risulta piacevole e interessante per scoprire alcune caratteristiche della personalità del maestro della <strong>pittura metafisica</strong>.</p>
<p><span id="more-1318"></span>Il quadro è caratterizzato da un sole e una luna spenti nel celo e accesi all&#8217;interno di un locale identificato da alcuni come <a title="teatro" href="http://beteatro.it/" target="_blank">palcoscenico teatrale</a> dal tendaggio nei lati ma ironicamente negato da de Chirico nel video. I soli e le lune sono collegati tra loro da un filo nero che prende il colore giallo avvicinandosi ai due illuminati. Questo tema viene ripreso da alcune <strong>litografie</strong> che de Chirico fece per illustrare il <strong><em>Calligrammes</em></strong> di <strong>Guillaume Apollinaire</strong> pubblicato nel 1930 a Parigi.</p>
<p><a href="http://beartista.it/files/2011/11/Sole-sul-cavalletto-Giorgio-de-Chirico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1357" src="http://beartista.it/files/2011/11/Sole-sul-cavalletto-Giorgio-de-Chirico.jpg" alt="" width="550" height="435" /></a></p>
<p><strong>De Chirico afferma che non bisogna cercare significati nei dipinti ma &#8220;<em>la pittura è una contemplazione, bisogna guardarla, contemplarla</em>&#8220;.</strong></p>
<p><a title="Fondazione Giorgio e Isa de Chirico" href="http://www.fondazionedechirico.com/" target="_blank">Giorgio de Chirico</a> è nato nel 1888 a <strong>Volos</strong> in <strong>Grecia</strong> da genitori italiani, si trasferì a <strong>Monco di Baviera</strong> nel 1905 dove nel 1906 entrò nell&#8217;<strong>accademia di belle arti</strong> per completare gli studi sotto <strong>Max Klinger</strong> <a title="pittore" href="http://bepittore.it/" target="_blank">pittore</a> e scultore tedesco. Si trasferì in Italia nel 1909 e dipinse <strong><em>Enigma di un pomeriggio d&#8217;autunno</em></strong>. Successivamente si trasferisce a Parigi dove ebbe contatti con i circoli intellettuali francesi, ritornò in Italia per essere arruolato durante la guerra. Morì il 20 novembre del 1978 a Roma dopo pochi mesi dai festeggiamenti per i suoi 90anni al Campidoglio.</p>
<p>Fonte immagine | Fondazione Giorgio e Isa de Chirico</p>
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		<title>Restauro dell&#8217;Adorazione dei Magi di Leonardo nell&#8217;Opificio delle Pietre Dure</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Magini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Opere]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[restauri]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata trasferita per restauri l&#8217;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci dagli Uffizi all&#8217;Opificio delle Pietre Dure in massima sicurezza e scortata dai carabinieri. Con tanto di scorta da parte dei carabinieri e la massima assistenza nel trasporto è stato spostato dagli Uffizi all’Opificio delle Pietre Dure il dipinto non finito di Leonardo da Vinci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1343 alignnone" src="http://beartista.it/files/2011/11/Leonardo_da_Vinci_-_Adorazione_dei_Magi_Uffizi.jpg" alt="" width="475" height="450" /></p>
<p><em><strong>È stata trasferita <em><strong>per restauri </strong></em>l&#8217;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci dagli Uffizi all&#8217;Opificio delle Pietre Dure in massima sicurezza e <em><strong>scortata dai carabinieri</strong></em>.</strong></em></p>
<p>Con tanto di scorta da parte dei carabinieri e la massima assistenza nel trasporto è stato spostato dagli <strong>Uffizi</strong> all’<strong>Opificio delle Pietre Dure</strong> il dipinto non finito di <strong>Leonardo da Vinci</strong> l&#8217;<strong><em>Adorazione dei Magi</em></strong> iniziato nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto. Sono stati riscontrati dei problemi sulla superficie del dipinto a causa delle vernici ossidanti in uso nei metodi di trattamento delle collezioni granducali.</p>
<p><span id="more-1209"></span></p>
<p>Il problema, afferma <strong>Cristina Acidini</strong> soprintendente del <strong>Polo Museale Fiorentino</strong>, risulta nella visibilità dell&#8217;opera, ridottasi, e nella possibilità che si creino delle microfratture che andrebbero a danneggiare nel tempo il dipinto.</p>
<p>L&#8217;Adorazione dei Magi verrà controllata da uno staff di <strong>tecnici</strong> provenienti da varie università (<em>Bologna, Firenze, Perugia e Pisa</em>) e verranno effettuati degli studi non invasivi sull&#8217;opera per circa quattro mesi passando successivamente ad un <strong>restauro</strong>, sulla base dei risultati ottenuti, che potrà durare da uno a due anni.</p>
<p>Acidini ha sottolineato che tutti i documenti e l&#8217;intero programma sarà accessibile agli studiosi, in piena trasparenza, e potranno contribuire con idee e suggerimenti secondo la tradizione dell&#8217;Opificio.</p>
<p>L&#8217;opera &#8220;Adorazione dei Magi&#8221; è incompiuta a causa della partenza del <a title="pittore" href="http://bepittore.it/" target="_blank">pittore</a> per Milano ma lascia intravedere lo stile innovatore che lo contraddistingue con lo studio dello spazio, del chiaro scuro e l&#8217;assenza quasi totale delle linee di contorno in uso fino a quel momento. Un&#8217;opera che grazie alla sua incompiutezza spiega il metodo che Leonardo da Vinci adoperava nel suo lavoro.</p>

<a href='http://beartista.it/1209/restauro-delladorazione-dei-magi-di-leonardo-nellopificio-delle-pietre-dure/leonardo_da_vinci_-_adorazione_dei_magi_uffizi/' title='Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/11/Leonardo_da_Vinci_-_Adorazione_dei_Magi_Uffizi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" title="Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" /></a>
<a href='http://beartista.it/1209/restauro-delladorazione-dei-magi-di-leonardo-nellopificio-delle-pietre-dure/leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_01/' title='Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/11/Leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" title="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" /></a>
<a href='http://beartista.it/1209/restauro-delladorazione-dei-magi-di-leonardo-nellopificio-delle-pietre-dure/leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_02/' title='Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/11/Leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" title="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" /></a>
<a href='http://beartista.it/1209/restauro-delladorazione-dei-magi-di-leonardo-nellopificio-delle-pietre-dure/leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_03/' title='Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/11/Leonardoi_adorazione_dei_magi_dettaglio_03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" title="Particolare dell&#039;Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - Uffizi" /></a>

<p>Fonte immagine: Wikimedia.it</p>
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		<title>La natura vista da Luigi Billi in mostra a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 10:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso lo Spaziofarini di Milano dal 4 maggio sarà possibile ammirare le opere dell&#8217;artista Luigi Billi in una mostra dal titolo &#8216;Cielo di bosco&#8217;. Con l&#8217;obiettivo sempre rivolto all&#8217;insù, Luigi billi nè capace di catturare scorci, luci ed ombre create da rami e foglie dalle cui fessure trapela il cielo in tutti suoi colori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1109" src="http://beartista.it/files/2011/04/cielo_02.jpg" alt="luigi billi" width="450" height="459" /></p>
<p><em><strong>Presso lo Spaziofarini di Milano dal 4 maggio sarà possibile ammirare le opere dell&#8217;artista Luigi Billi in una mostra dal titolo &#8216;Cielo di bosco&#8217;.</strong></em></p>
<p>Con <strong>l&#8217;obiettivo sempre rivolto all&#8217;insù</strong>, Luigi billi nè capace di <strong>catturare scorci, luci ed ombre </strong>create da rami e foglie dalle cui fessure <strong>trapela il cielo </strong>in tutti suoi colori e le sue luminosità dando luogo ad<strong> effetti di grande suggestione </strong>di tipo impressionista.</p>
<p><span id="more-1106"></span></p>
<p><strong>L&#8217;artista </strong>è così in grado di <strong>estrapolare forme e figure</strong> (spesso geometriche) che <strong>rami e le foglie racchiudono in sè.</strong> Una <strong>natura </strong>che sembra <strong>non avere segreti </strong>per un&#8217;artista in grado di<strong> coniugare l&#8217;arte classica a quella contemporanea</strong> avvalendosi della superficie cerata della <strong>carta fotografica </strong>che viene <strong>stropicciata e dipinta a mano.</strong></p>
<p>
<a href='http://beartista.it/1106/la-natura-vista-da-luigi-billi-in-mostra-a-milano/cielo_04/' title='luigi billi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/cielo_04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="luigi billi" title="luigi billi" /></a>
<a href='http://beartista.it/1106/la-natura-vista-da-luigi-billi-in-mostra-a-milano/cielo_05/' title='luigi billi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/cielo_05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="luigi billi" title="luigi billi" /></a>
<a href='http://beartista.it/1106/la-natura-vista-da-luigi-billi-in-mostra-a-milano/cielo_02/' title='luigi billi'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/cielo_02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="luigi billi" title="luigi billi" /></a>
<strong></strong></p>
<p>Fonte immagini: luigibilli.com<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Andy: dalla musica all&#8217;ultrapop. Alassio ospita la sua personale</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 09:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1102" src="http://beartista.it/files/2011/04/A_2169e5fbee.jpeg" alt="andy" width="470" height="368" /></p>
<p><em><strong>Venerdì 22 aprile, presso l&#8217;ex Chiesa Anglicana di Alassio, si inaugura la mostra personale di Andy noto anche per essere stato insieme a Morgan il cofondatore dei Bluvertigo.</strong></em></p>
<p><strong><em>´Vitaoltrepop´, </em></strong>questo il titolo <strong>della mostra a cura di Nicola Davide Angerame</strong>, presenta una selezione di <strong>40 opere dell&#8217;artista </strong>che da più di dieci anni ormai, si muove nell&#8217;ambito delle<strong> arti visive</strong> come pittore ultrapop. Andy vanta anche <strong>prestigiose collaborazioni </strong>con grandi <strong>marchi </strong>del panorama industriale italiano, come <strong>Fiat </strong>per la quale ha dipinto una <strong>Cinquecento d’artista</strong>, ma anche<strong> Coveri, Carlsberg, Iceberg</strong>, e molti altri.</p>
<p><span id="more-1098"></span></p>
<p><strong>In esposizione</strong> molte<strong> tele di grande formato</strong> in cui Andy propone<strong> citazioni di dipinti classici </strong>italiani mixati con <strong>personaggi manga, donne bellissime e diverse celebrities</strong> della musica pop e non solo. Così lo spettatore si troverà davanti alla <strong>pop star Madonna</strong> che diventa protagonista di <strong>un&#8217;Annunciazione</strong> e poi ancora <strong>David Bowie, Popeye, Grace Jones, Minnie, Topolino </strong>e molti altri personaggi che compongono<strong> il mondo immaginario di Andy</strong> in cui realtà, spettacolo e fantasia infantile si fondono insieme.</p>
<p><em>“<strong>L&#8217;eleganza di Andy </strong></em>– afferma il curatore <strong>Angerame</strong> – <em>si esprime anche nelle sue opere, che sono capaci di <strong>tenere insieme i colori più accesi </strong>e i personaggi più vari dentro <strong>composizioni di grande complessità </strong>e rigore. La <strong>psichedelia </strong>diventa qui un retaggio colto, un <strong>linguaggio visivo maturo </strong>che viene virato verso<strong> un immaginario pop </strong>che perde le<strong> acutezze esoteriche </strong>degli esordi per assumere i <strong>toni decorativi più morbidi </strong>dettati da un <strong>immaginario infantile</strong> che permette di<strong> reintepretare il mondo </strong>come un prisma di colori accesi e gioiosi, a volte sinistri, ma solo quel tanto che basta per dare <strong>un po&#8217; di brivido ad un mondo sostanzialmente felice</strong>. Quello di Andy”.</em></p>
<p><strong>Nato a Monza </strong>nel 1971, Andy si forma presso<strong> l’Istituto d’Arte della sua città e presso l’Accademia delle Arti Applicate di Milano</strong> fino alla specializzazione in illustrazione e <strong>grafica pubblicitaria.</strong> Oltre alle tele, Andy si è dedicato anche alla<strong> decorazione di oggetti di design, </strong>stoffe e strumenti musicali che ha avuto modo di<strong> esporre sia in Italia che all&#8217;estero.</strong> Dunque un <strong>artista a tutto tondo </strong>considerando anche la sua attività di <strong>musicista di talento.</strong> Con i<strong> Bluvertigo</strong> ha pubblicato infatti diversi album e tutt&#8217;ora<strong> rimane molto attivo nel mondo della musica </strong>come compositore di colonne sonore<strong>, produttore di band emergenti,</strong> conduttore di <strong>programmi musicali </strong>sia televisivi che radiofonici.</p>
<p><strong>Acuto osservatore della realtà </strong>musicale contemporanea, da dieci anni si dedica anche alla<strong> ricerca e sperimentazione,</strong> mixando sonorità dal sapore <strong>new wave-anni ‘80 nei club di tutt’Italia.</strong> Andy è anche<strong> fondatore di FluOn</strong>, suo <strong>quartier generale </strong>e nucleo creativo, che riassume nel nome una <strong>filosofia di arte e di vita: </strong>“Flu” come la fluorescenza, ma anche l’inFluenza, entrambe da emettere e ricevere in <strong>flusso continuo</strong> e in un costante mode <strong>“On”: acceso. </strong></p>
<p><strong>Nella mostra</strong> proposta ad Alassio che si <strong>concluderà il 19 maggio</strong>, saranno presenti anche <strong>oggetti di art-design </strong>come una <strong>Vespa decorata a mano, </strong>una chaise longue, un tavolino e una poltrona. <strong>L&#8217;ingresso è libero.</strong></p>

<a href='http://beartista.it/1098/andy-dalla-musica-allultrapop-alassio-ospita-la-sua-personale/alassio-px-pop-vespa-dipinta-interamente-a-mano-mostra-andy-300x255/' title='andy_vespa'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/Alassio-Px-pop-vespa-dipinta-interamente-a-mano-mostra-Andy-300x255-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="andy_vespa" title="andy_vespa" /></a>
<a href='http://beartista.it/1098/andy-dalla-musica-allultrapop-alassio-ospita-la-sua-personale/1-andy-1958508_600x0/' title='andy'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/1-andy-1958508_600x0-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="andy" title="andy" /></a>
<a href='http://beartista.it/1098/andy-dalla-musica-allultrapop-alassio-ospita-la-sua-personale/andy-bluvertigo4/' title='andy'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/andy-bluvertigo4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="andy" title="andy" /></a>
<a href='http://beartista.it/1098/andy-dalla-musica-allultrapop-alassio-ospita-la-sua-personale/a_2169e5fbee/' title='andy'><img width="150" height="150" src="http://beartista.it/files/2011/04/A_2169e5fbee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="andy" title="andy" /></a>

<p>Fonte immagini: style.it, bloomriot.org, savonanews.it, re-mood.com</p>
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		<title>Le opere mai esposte in mostra al Palazzo Braschi di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 12:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi fino al 2 ottobre, al Museo di Roma Palazzo Braschi, saranno esposte circa settanta opere finora custodite nei depositi e mai esposte prima che ci faranno rivivere la Roma dei giochi popolari. Dipinti, disegni, incisioni e bozzetti, evocano la Roma dei ludi e delle cerimonie religiose tra XVII e XVIII secolo, in continuità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1089" src="http://beartista.it/files/2011/04/04.jpg" alt="mostra palazzo braschi" width="550" height="526" /></p>
<p><em><strong>Da oggi fino al 2 ottobre, al Museo di Roma Palazzo Braschi, saranno esposte circa settanta opere finora custodite nei depositi e mai esposte prima che ci faranno rivivere la Roma dei giochi popolari.</strong></em></p>
<p><strong>Dipinti, disegni, incisioni e bozzetti, </strong>evocano la Roma dei ludi e delle cerimonie religiose tra<strong> XVII e XVIII secolo, </strong>in continuità con i temi dell’esposizione permanente del museo lungo un <strong>percorso giocato tra rimandi e corrispondenze</strong> che raccontano la città, la  sua storia ed i<strong> luoghi più suggestivi.</strong></p>
<p><span id="more-1088"></span></p>
<p>Tra <strong>le vedute </strong>si spazia da quelle<strong> fantastiche di Jean Lemaire e di Bartholomeus Breemberg,</strong> mentre verosimiglianza prospettica e attenzione per il <strong>quotidiano coesistono </strong>e si intrecciano nelle vedute di<strong> Gaspar Van Wittel. </strong>L’arredo barocco per eccellenza,<strong> la Fontana dei Fiumi del Bernini, </strong>può essere ammirata in una<strong> tela dalle grandi dimensioni di Filippo Gagliardi</strong> che la immortala durante una visita informale di <strong>Papa Innocenzo X </strong>committente dell’opera.</p>
<p><strong>Campidoglio e Piazza Navona,</strong> inedite scenografie di affollati e movimentati mercati, sono riprodotti<strong> in dipinti</strong> che offrono alcune delle <strong>rappresentazioni cittadine </strong>più movimentate e coinvolgenti, che inoltre ci <strong>descrivono il Gianicolo</strong> teatro del gioco delle bocce e<strong> Testaccio</strong> luogo deputato<strong> ai ludi successivi al Giovedì grasso. </strong></p>
<p><strong>Teatralità e liturgia</strong> si mescolano nei disegni che ritraggono le<strong> cerimonie religiose, </strong>i maestosi spettacoli, le<strong> coreografie collettive</strong> interpretate da tutta la città come i <strong>solenni cortei del Corpus Domini, </strong>le consegne della Chinea, la celebrazione<strong> dell’Anno Santo</strong> e, soprattutto, i cortei per il<strong> “Possesso” del Papa</strong> a seguito dell’elezione. <strong>Le opere </strong>che raccontano questi momenti ci<strong> descrivono </strong>meglio di ogni altra cosa <strong>l’importanza dell’elemento spettacolare, </strong>del cerimoniale fastoso nell’esercizio del<strong> potere temporale</strong>. L’esibizione del potere, la sua celebrazione,<strong> la temporalità nella spiritualità. </strong></p>
<p><strong>Ad impreziosire</strong> ulteriormente l’esposizione<strong> il grande cartone preparatorio </strong>– con Salomone e Betsabea &#8211; realizzato dal <strong>Domenichino</strong> per uno degli affreschi nella cappella<strong> Bandini in San Silvestro al Quirinale; </strong>ed ancora i <strong>bozzetti in terracotta di angeli e santi </strong>realizzati poi in marmo nelle chiese romane ad opera dei<strong> grandi scultori </strong>dell’epoca come<strong> Melchiorre Caffà, Pietro Le Gros  e da Gian Lorenzo Bernini</strong>. Infine la preziosa pergamena con <strong>Atena Pallade</strong>, opera  di<strong> Joseph Werner</strong>, testimonianza dell’influenza <strong>dell’ambiente romano</strong> sulla sua produzione artistica intorno <strong>alla metà del Seicento. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Milano: Palazzo Moriggia inaugura la mostra &#8220;&#8230;In nome d&#8217;Italia. Ex voto da collezioni private&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 09:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, lunedì 18 Aprrile alle ore 18.00 a Milano, verrà inaugurata la mostra che celebra i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;italia con l&#8217;esposizione di 54 tavolette votive risorgimentali. In programma dal 19 aprile al 29 maggio, l&#8217;esposizione curata da Tito Canella, che avrà luogo presso le sale delle Civiche Raccolte Storiche di Palazzo Moriggia, è promossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1083" src="http://beartista.it/files/2011/04/ex-voto.jpg" alt="catalogo nomos_ex voto" width="379" height="450" /><br />
<em><strong>Oggi, lunedì 18 Aprrile alle ore 18.00 a Milano, verrà inaugurata la mostra che celebra i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;italia con l&#8217;esposizione di 54 tavolette votive risorgimentali.</strong></em></p>
<p>In programma dal<strong> 19 aprile al 29 maggio,</strong> l&#8217;esposizione curata da <strong>Tito Canella</strong>, che avrà luogo presso le<strong> sale delle Civiche Raccolte Storiche di Palazzo Moriggia, </strong>è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione<strong> l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano</strong>, nell’ambito delle celebrazioni per i<strong> 150 anni dell’Unità d’Italia. </strong></p>
<p><span id="more-1082"></span></p>
<p><strong>La mostra rappresenta </strong>uno strumento diverso e affascinante per approfondire i <strong>sentimenti popolari </strong>durante questo fondamentale capitolo della nostra storia, oltre che una<strong> fonte storica preziosa</strong> per illustrare luoghi, armi e divise dei soldati del nostro<strong> Risorgimento</strong>. La collezione copre un <strong>arco cronologico</strong> ampio e illustra alcuni tra i più importanti fatti d’arme<strong> dell’Ottocento italiano,</strong> a partire dalle battaglie napoleoniche, per concentrarsi poi in particolare sulle <strong>guerre di indipendenza del 1848, 1859 e 1866. </strong></p>
<p><strong>La “grazia ricevuta”</strong> celebra quindi il<strong> ritorno a casa del reduce</strong> dopo sanguinosissime battaglie come quelle di<strong> Custoza, Magenta o Gaeta</strong>. Gli ex voto<strong> provengono da collezioni private, </strong>tra le quali il <strong>Museo del Paesaggio di Verbania</strong>, il Santuario della Madonna della Colletta a Luzzogno e il <strong>Santuario della Madonna</strong> del Sangue di Re in Val Vigezzo.</p>
<p>Fonte immagine: nomosedizioni.it</p>
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		<title>Zurab Tsereteli: ad Ancona presentata la mostra dell&#8217;artista russo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Zurab Tsereteli. Incanto delle Origini. Radici del mondo”, è la mostra che verrà inaugurata il 20 Aprile presso la Mole Valtelliniana di Ancona nell&#8217;ambito del progetto annuale che prevede scambi culturali tra Russia e Italia. La Regione Marche ospita questa grande mostra dedicata all&#8217;opera del pittore e scultore che occupa un posto di assoluto rilievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1079" src="http://beartista.it/files/2011/04/MULJA_2009_OLIO_SU_TELA.jpg" alt="MULJA_2009_OLIO_SU_TELA" width="276" height="460" /></p>
<p><em><strong>&#8220;Zurab Tsereteli. Incanto delle Origini. Radici del mondo”, è la mostra che verrà inaugurata il 20 Aprile presso la Mole Valtelliniana di Ancona nell&#8217;ambito del progetto annuale che prevede scambi culturali tra Russia e Italia.</strong></em></p>
<p><strong>La Regione Marche</strong> ospita questa grande <strong>mostra dedicata all&#8217;opera </strong>del <strong>pittore e scultore</strong> che occupa un posto di assoluto rilievo nella <strong>storia dell’arte russa e mondiale</strong> dalla seconda metà del ‘900 ad oggi. <strong>Curata da Armando Ginesi,</strong> console onorario della <strong>Federazione Russa in Italia, </strong>raccoglie più di cento opere tra<strong> dipinti, bassorilievi e grafiche </strong>che ripercorrono il lavoro dell’artista nato a<strong> Tbilisi nel 1934. </strong></p>
<p><span id="more-1078"></span></p>
<p>Già allestita a<strong> Roma e Palermo, </strong>la mostra restituisce il <strong>contenuto poetico </strong>e progettuale del mondo artistico di Tsereteli: <strong>pittore, scultore, incisore e narratore</strong>, attraverso la sgargiante <strong>tavolozza venata di neri,</strong> di tutti i colori della<strong> vita quotidiana</strong>, della tradizione popolare, dei <strong>personaggi illustri, del paesaggio,</strong> della storia russi. Il <strong>tratto distintivo della monumentalità </strong>ha reso celebre questo artista: al suo genio si devono <strong>monumenti</strong> come <em><strong>Il Bene vince il Male </strong></em>davanti al <strong>Palazzo dell’Onu</strong> a <strong>New York </strong>e il <strong>memoriale</strong> per ricordare le vittime del terrorismo all’indomani dell’<strong>11 settembre 2001. </strong></p>
<p>Alla<strong> mostra principale</strong> dedicata a Tsereteli, che riveste anche il ruolo di presidente all’<strong>Accademia Russa di Belle Arti,</strong> si accosta una seconda <strong>esposizione</strong> di grande <strong>rilevanza culturale e documentaria</strong>, allestita sempre negli spazi della <strong>Mole,</strong> dedicata alla prestigiosa <strong>Accademia</strong>, a cura di <strong>Elena Tsereteli e Liubov Evdokimova</strong>. La collezione proviene dall’<strong>Academie des Beaux Arts di Parigi</strong> e racconta <strong>tre secoli di relazioni</strong> strette tra la <strong>Russia e l’Italia</strong>, sottolineando il <strong>ruolo essenziale </strong>svolto dalla <strong>cultura italiana </strong>a vantaggio della <strong>Russia artistica. </strong></p>
<p>Si articola attraverso una <strong>preziosa documentazione di fotografie </strong>e disegni che ricostruiscono<strong> l’incidenza dell’architettura,</strong> delle <strong>arti figurative</strong> e della<strong> scienza italiana sulla cultura russa</strong>, a partire dalla fondazione dell’Accademia, voluta da <strong>Caterina e da Pietro il Grande.</strong></p>
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