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	<title>Be Artista &#124; Arte: storia, novità, tendenze, personaggi ed eventi &#187; palazzo reale</title>
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	<description>Il blog sulla professione di artista con news su personaggi ed eventi, mostre, opere, tendenze, contest e vernissage.</description>
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		<title>Apre la mostra di Mimmo Paladino: oggi ingresso gratuito</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 08:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apre a Palazzo Reale di Milano la mostra dell&#8217;artista campano Mimmo Pladino che dalle 9.30 alle 22.30 di oggi sarà visitabile con ingresso gratuito. L&#8217;esposizione, che sarà in programma fino al 10 Luglio, prende in esame oltre trent&#8217;anni di attività del maestro, una delle più autorevoli personalità del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1025" src="http://beartista.it/files/2011/04/Dormiente_Paladino.jpg" alt="Dormiente_Paladino" width="550" height="387" /></p>
<p><em><strong>Apre a Palazzo Reale di Milano la mostra dell&#8217;artista campano Mimmo Pladino che dalle 9.30 alle 22.30 di oggi sarà visitabile con ingresso gratuito.</strong></em></p>
<p><strong>L&#8217;esposizione,</strong> che sarà in programma fino al <strong>10 Luglio</strong>, prende in esame oltre<strong> trent&#8217;anni di attività </strong>del maestro, una delle più<strong> autorevoli personalità </strong>del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di oltre<strong> 50 opere, tra cui 30 dipinti </strong>di grandi dimensioni, <strong>sculture e installazioni. </strong></p>
<p><span id="more-1024"></span></p>
<p><strong>L&#8217;intento della mostra</strong> è quello di costruire un <strong>percorso a tappe </strong>che evidenzi i<strong> momenti cardine </strong>dell&#8217;evoluzione creativa dell&#8217;artista con <strong>opere fondamentali </strong>come <em><strong>&#8220;Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro&#8221;</strong></em> del 1977, che segna la<strong> rivoluzione pittorica </strong>degli anni Ottanta e che porterà all&#8217;esperienza della <strong>Transavanguardia, </strong>iniziata subito dopo la<strong> Biennale di Venezia </strong>del 1980.</p>
<p><strong>I dipinti </strong>scelti illustrano i <strong>diversi passaggi</strong> tematici e stilistici di <strong>Paladino</strong>, fino alla<strong> produzione più recente</strong>, con l&#8217;inserimento di <strong>importanti sculture</strong>. Ogni sala è concepita per<strong> evidenziare</strong> alcuni <strong>aspetti estetici</strong> e linguistici della sua opera.</p>
<p><strong>Dall&#8217;interno del Palazzo Reale</strong>, la mostra prosegue nel<strong> cortile</strong> dove sono esposti  <strong>quattro enormi scudi</strong> di terracotta sui quali sono<strong> assommati segni e oggetti</strong>. Si passa poi in <strong>Piazzetta Reale </strong>dove già da qualche giorno è visibile l&#8217;enorme <em><strong>&#8220;Montagna di sale&#8221;</strong></em> (alta 10 metri) dalla quale fuoriescono <strong>20 stute di cavalli</strong> e che rappresenta<strong> uno dei capolavori del secolo </strong>appena concluso. L&#8217;opera è <strong>carica di aspetti simbolici</strong> ancora fortemente validi, che cercano le<strong> proprie ragioni</strong> all&#8217;interno della<strong> storia sociale </strong>e culturale del<strong> nostro paese. </strong></p>
<p><strong>Per concludere</strong> l&#8217;itinaerario espositivo, all&#8217;interno della <strong>Galleria Vittorio Emanuale</strong> è visibile il<strong> Piaggio Aero P. 180</strong> (di cui avevamo già parlato), intitolato <em><strong>&#8220;Il cacciatore di stelle&#8221;</strong></em> dipinto dal maestro.</p>
<p>Inoltre,<strong> l&#8217;Assessore alla Cultura Finazzer Flory</strong> ha annunciato che l&#8217;artista ha donato al <strong>Comune di Milano</strong> un&#8217;opera non presente in mostra. Si tratta del <em><strong>&#8216;Dormiente&#8217; </strong></em>(in foto)  una<strong> statua in terracotta </strong>realizzata dal Paladino nel 2008 e che sarà collocata nella <strong>Torre Romana del Museo Archeologico.</strong></p>
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		<title>Al Palazzo Reale di Milano, Alberto Savinio con &#8220;La commedia dell&#8217;arte&#8221;</title>
		<link>http://beartista.it/765/al-palazzo-reale-di-milano-alberto-savinio-con-la-commedia-dellarte/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 25 Febbraio al 12 Giugno 2011 al Palazzo Reale di Milano, la mostra che racchiude tutto quello che fu il mondo poetico dell&#8217;artista fratello di Giorgio de Chirico. Il percorso espositvo è articolato in diversi capitoli: arte, architettura, teatro e arti applicate, giacchè Alberto Savinio fu pittore, musicista, scenografo, scrittore e drammaturgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-766" src="http://beartista.it/files/2011/02/savinio.jpg" alt="savinio" width="550" height="300" /></p>
<p><em><strong>Si terrà dal 25 Febbraio al 12 Giugno 2011 al Palazzo Reale di Milano, la mostra che racchiude tutto quello che fu il mondo poetico dell&#8217;artista fratello di Giorgio de Chirico.<br />
</strong></em><br />
<strong>Il percorso espositvo</strong> è articolato in diversi capitoli: <strong>arte, architettura, teatro e arti applicate</strong>, giacchè<strong> Alberto Savinio</strong> fu pittore, <strong>musicista, scenografo, scrittore</strong> e <strong>drammaturgo </strong>nonchè anticipatore del<strong> postmoderno.</strong></p>
<p><span id="more-765"></span></p>
<p>Le sue<strong> opere</strong> sono <strong>caratterizzate da elementi reali</strong> che si trasformano in <strong>rappresentazioni uniche</strong> e assurde,<strong> mondi sospesi ricchi</strong> di <strong>rimandi dechirichiani</strong> che però non aderiscono completamente al <strong>surrealismo collocandosi </strong>a<strong> cavallo tra questo stile e la metafisica.</strong></p>
<p><strong>Il simbolismo </strong>è il suo tratto peculiare<strong> </strong>che prende forma  nella <strong>metamorfosi uomo-animale </strong>che ricorre molto spesso <strong>nei suoi lavori. </strong><br />
Oltre ai quadri saranno <strong>esposti bozzetti per stoffe</strong>,<strong> abiti e mosaici </strong>e le<strong> scenografie </strong>realizzate, tra gli altri, per il <strong>Teatro alla Scala e il Piccolo. </strong></p>
<p><strong>L’esposizione </strong>è inoltre <strong>accompagnata</strong>, dalla voce dell&#8217;attore <strong>Toni Servillo</strong>, che legge una selezione di <strong>testi saviniani </strong>dedicati all’arte e<strong> al teatro.</strong></p>
<p>Fonte immagine: milanodabere.it</p>
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		<title>&#8220;Arcimboldo &#8211; Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio&#8221;</title>
		<link>http://beartista.it/659/arcimboldo-artista-milanese-tra-leonardo-e-caravaggio/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verrà inaugurata il 10 Febbraio  2011 a Palazzo Reale, la mostra in programma fino al 22 Maggio, dedicata al genio milanese di Arcimboldo. “Arcimboldo &#8211; Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio” questo il titolo dell&#8217;esposizione curata da  Sylvia Ferino, Direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna in collaborazione con un prestigioso Comitato Scientifico formato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-661" src="http://beartista.it/files/2010/12/arcimboldo.jpg" alt="arcimboldo" width="354" height="470" /></p>
<p><em><strong>Verrà inaugurata il 10 Febbraio  2011 a Palazzo Reale, la mostra in programma fino al 22 Maggio, dedicata al genio milanese di Arcimboldo.</strong></em></p>
<p><strong><em>“Arcimboldo &#8211; Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio”</em></strong> questo il titolo dell&#8217;esposizione curata da  <strong>Sylvia Ferino</strong>, <strong>Direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna</strong> in collaborazione con un prestigioso<strong> Comitato Scientifico </strong>formato da Giacomo Berra, Giulio Bora, Chiara Buss, Silvio Leydi, Robert Miller, Giuseppe Olmi, Caterina Pirina, Francesco Porzio, Lucia Tomasi Tongiorgi.</p>
<p><span id="more-659"></span></p>
<p>La mostra, divisa in<strong> nove sezioni</strong>, introduce il visitatore nella<strong> Milano cinquecentesca</strong>, in un percorso affascinante tra<strong> disegni, pittura e preziosi oggetti</strong> usciti dalle officine artigianali milanesi. Le prime due sezioni si dedicano all<strong>’analisi dei poli principali</strong> attorno ai quali ruota la <strong>cultura artistica milanese</strong> del Cinquecento: da un lato il<strong> genio leonardesco</strong>, dall’altro le grandi<strong> officine artistiche milanesi</strong> per presentare  allo spettatore il contesto artistico in cui si trovò a crescere e maturare il Nostro.</p>
<p>Successivamente si attraversa la sezione in cui sono esposti <strong>disegni giovanili di Arcimboldo</strong> e quella dedicata all&#8217;<strong> illustrazione naturalistica</strong> in Italia e in Lombardia. Il ruolo dell&#8217;artista come<strong> illustratore di animali, uccelli</strong> e probabilmente anche di <strong>piante e fiori </strong>viene infatti  correttamente collocato nell’ampio contesto delle<strong> scienze naturali</strong>: molti suoi <strong>disegni</strong> furono infatti<strong> utilizzati per i volumi </strong>pubblicati dal bolognese <strong>Ulisse Aldrovandi</strong>, il più famoso <strong>umanista</strong> delle scienze naturali.</p>
<p>Si entra poi nel <strong>cuore dell&#8217;esposizione</strong> con le più spettacolari <strong><em>&#8220;Teste Composte &#8220;</em></strong>, dipinte in più varianti a partire dal<strong> 1563</strong>, provenienti dal<strong> Kunsthistorisches Museum </strong>di Vienna, che custodisce la raccolta qualitativamente più importante di opere di Arcimboldo, e dal <strong>Museo del Louvre</strong>.</p>
<p>Chiude la mostra la sezione sulle <strong>teste reversibili</strong> e la<strong> natura morta</strong>, con alcuni capolavori assoluti di Arcimboldo come <strong><em>&#8220;L’ortolano&#8221;</em></strong> e <em><strong>&#8220;Testa reversibile con canestra di frutta&#8221;</strong></em>, da cui <strong>Caravaggio</strong> avrebbe preso ispirazione per la natura morta più celebre della storia dell’arte: <strong>&#8220;La canestra di frutta&#8221; della Pinacoteca Ambrosiana.</strong></p>
<p><em>“Una <strong>mostra nel segno della tradizione</strong>, che approfondisce la vita e le opere di un<strong> artista milanese </strong>che ha avuto grande successo alla <strong>corte degli Asburgo</strong></em> &#8211; spiega il <strong>Sindaco Letizia Moratti </strong>-  <em>Un uomo che propone un’<strong>arte stravagante</strong> e di forte impatto e che, partendo dalla <strong>scuola di Leonardo</strong>, ha saputo sviluppare uno stile personale ed <strong>innovativo</strong>.  Opere che non ci lasciano indifferenti, che ci <strong>emozionano, stupiscono </strong>e, talvolta, fanno sorridere”.</em></p>
<p><em>“Proporre a<strong> Palazzo Reale</strong> un’esposizione sull’Arcimboldo vuol dire ricollocare l’artista nel contesto d’origine e reinterpretare lo <strong>sviluppo dell’arte lombarda coeva</strong> e a seguire</em>. &#8211; dichiara l<strong>’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory</strong> &#8211; <em>E non soltanto. Poiché <strong>Arcimboldo</strong> dissolve l’<strong>artificio temporale</strong> nel porsi con l’<strong>immaginazione</strong> oltre le <strong>coordinate della storia</strong>, quella da noi scritta e quella ancora da scrivere. Nella <strong>nostra società </strong>della comunicazione binaria che tende spesso alla <strong>semplificazione</strong>, il mondo dell’artista milanese rivela, così, tutta la<strong> complessità e la ricchezza dei segni</strong>, delle figure e dei simboli”.</em></p>
<p>Fonte immagine: teatronaturale.it</p>
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		<title>Milano inaugura il Museo del 900</title>
		<link>http://beartista.it/643/milano-inaugura-il-museo-del-900/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 14:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Mossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurato oggi il Museo del 900. Tra le autorità presenti, il sindaco Letizia Moratti e l&#8217;Assessore alla cultura Finazzer Flory. Dopo anni di attesa inaugurato a Milano il Museo del 900 fra le mura dell&#8217;Arengario. Un&#8217;entusiasta Letizia Moratti apre le porte a quello che, ad oggi, si propone come il progetto museale più importante del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-645" src="http://beartista.it/files/2010/12/novecento.jpg" alt="novecento" width="500" height="375" /></p>
<p><em><strong>Inaugurato oggi il Museo del 900. Tra le autorità presenti, il sindaco Letizia Moratti e l&#8217;Assessore alla cultura Finazzer Flory.</strong></em></p>
<p>Dopo anni di attesa inaugurato a Milano il <strong>Museo del 900</strong> fra le mura dell&#8217;<strong>Arengario</strong>. Un&#8217;entusiasta Letizia Moratti apre le porte a quello che, ad oggi, si propone come il progetto museale più importante del panorama milanese.</p>
<p><span id="more-643"></span></p>
<p>Un <strong>Museo</strong> che nasce volutamente all&#8217;interno di una struttura preesistente, l&#8217;Arengario degli anni &#8217;30 a firma di Muzio e Portaluppi e che va a dialogare profondamente con il centro storico di Milano e la sua piazza principale. Questo aspetto, sottolineato all&#8217;architetto <strong>Italo Rota</strong> ideatore del nuovo progetto, caratterizza l&#8217;anima stessa del museo aperto al confronto con lo spazio esterno le cui architetture sembrano davvero entrare dalle sue finestre. Durante l&#8217;interessante percorso infatti è possibile affacciarsi ed osservare gli altri simboli cittadini, dal <strong>Duomo</strong> alla <strong>Torre Velasca</strong>, dalla <strong>Galleria </strong>del Mengoni a <strong>Piazza Diaz</strong>.</p>
<p>Di forte respiro europeo, chiari i richiami alla <strong>Tate Modern</strong> londinese e d&#8217;ispirazione vaticana per quanto concerne la scala a spirale dell&#8217;ingresso, si estende su una superficie di 8.200 mq di cui 4 mila dedicati allo spazio espositivo. Spazio espositivo in cui trionfa davvero il &#8217;900 soprattutto quello italiano.</p>
<p>Ponte tra &#8217;800 e &#8217;900 è &#8220;<strong>Il quarto stato</strong>&#8221; di Pellizza Da Volpedo , visibile anche dall&#8217;esterno, che apre il percorso museale. Si prosegue con la sala dedicata ad alcuni artisti stranieri quali Picasso, Kandinskij e Matisse ed il trionfo del Futurismo vero e proprio biglietto da visita dell&#8217;arte italiana, attraverso le opere di Balla, Carrà, Depero e Boccioni del quale spicca la scultura &#8220;Forme uniche nella continuità dello spazio&#8221;.</p>
<p>Passato il <strong>Futurismo</strong> e le sale monografiche di De Chirico, Morandi e Martini ci si immerge nel <strong>Novecento</strong> italiano con l&#8217;arte degli anni Venti e Trenta, con opere di Sironi, Marussig e Casorati, seguono l&#8217;<strong>Arte Monumentale e l&#8217;Antinovecento</strong> con opere di Birolli, Sassu, Campigli e De Pisis.</p>
<p>A Lucio Fontana è stato dedicato il <strong>Salone</strong> della torre dell&#8217;Arengario con la struttura al neon del 1951 &#8211; visibile anch&#8217;essa dall&#8217;esterno &#8211; Concetti Spaziali ed altre opere.</p>
<p>Al terzo piano piano si trova la sala dedicata a Burri e ai maestri degli anni &#8217;50. La sezione conclusiva collega l&#8217;Arengario a Palazzo Reale e ospita opere di Munari, Mari ed il Gruppo T e prosegue con la Pop Art di, tra gli altri, Adami, Rotella e Baj.<br />
La fine del percorso espositivo è dedicata all&#8217;<strong>Arte Povera</strong> e a Luciano Fabro in omaggio al quale è stato ricreato, per allestire un nucleo di opere degli anni &#8217;60, l&#8217;ambiente Habitat ideato per il Pac dell&#8217;80. Presenti in questa sezione fra gli altri, Boetti, Pistoletto e la monografica di Marino Marini.</p>
<p>Durante il discorso di presentazione il Sindaco ha tra l&#8217;altro annunciato che la direttrice del museo sarà Marina Pugliese, la curatrice del progetto la quale ha sottolineato la volontà di comunicare un museo dall&#8217;anima davvero milanese.</p>
<p>Il museo che verrà aperto al pubblico lunedì 6 Dicembre, sarà gratuito fino a febbraio 2011.<br />
Per informazioni www.museodelnovecento.org</p>
<p>fonte immagine: viaggiatorelowcost.com</p>
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		<title>Milano: Christo a Palazzo Reale</title>
		<link>http://beartista.it/608/christo-a-palazzo-reale-di-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 09:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Mossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore Finazzer Flory incontra Christo a Palazzo Reale Lunedì 29 novembre, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni di Palazzo Reale, in piazza Duomo 14 (3° piano), l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory incontrerà Christo, artista di fama internazionale che torna a Milano a distanza di quarant’anni. Nel 1970  “impacchettò” il monumento a Vittorio Emanuele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-609" src="http://beartista.it/files/2010/11/christo01.jpg" alt="" width="425" height="450" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;assessore Finazzer Flory incontra Christo a Palazzo Reale</strong></em></p>
<p><strong>Lunedì 29 novembre</strong>, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni di Palazzo Reale, in piazza Duomo 14 (3° piano), l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory incontrerà <strong>Christo</strong>, artista di fama internazionale che torna a Milano a distanza di quarant’anni.</p>
<p><span id="more-608"></span></p>
<p>Nel 1970  “impacchettò” il monumento a Vittorio Emanuele in piazza Duomo e quello a Leonardo da Vinci in piazza Scala. All’incontro interverranno Gianni Mercurio e Ettore Camuffo. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.</p>
<p>“Il grande successo di pubblico e il vivo interesse dimostrato per l’arte contemporanea negli incontri al PAC con grandi nomi del panorama dell’arte internazionale come Germano Celant, Vanessa Beecroft, Lea Vergine, Franko B, Carolyn Christov-Bakargiev, Angela Vettese e Massimiliano Gioni &#8211; spiega l&#8217;assessore Finazzer Flory -  mi hanno convinto a proseguire su questo cammino.</p>
<p>Da qui nasce il desiderio di  incontrare<strong> Christo </strong>in un confronto aperto dal duplice intento: presentare a Milano l&#8217;anteprima italiana dei nuovi progetti in cantiere ma anche, e soprattutto, invitare l&#8217;artista a realizzare nuovamente un progetto site specific per impacchettare un pezzo della nostra città”.</p>
<p>A Palazzo Reale l’artista racconterà la storia dei progetti realizzati assieme a sua moglie Jeanne-Claude, il proprio percorso artistico e la sua visione dell’arte, dalle prime opere a oggi, mostrando le immagini più belle delle opere e dei progetti installati nelle città e nell’ambiente naturale.</p>
<p>Durante l’incontro, Christo dialogherà con il pubblico rispondendo alle domande e illustrando i prossimi progetti artistici.</p>
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		<title>Čiurlionis una mostra esoterica al Palazzo Reale</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 14:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si aprirà il 17 Novembre, per concludersi il 13 Febbraio 2011, al Palazzo Reale di Milano, la mostra dedicata a Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911) Si tratta della prima retrospettiva italiana dedicata al pittore e musicista lituano, considerato nel suo paese uno dei fondatori dell’arte moderna, decisamente poco conosciuto nel resto del mondo, a eccezione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-561" src="http://beartista.it/files/2010/11/ciurlionis1.jpg" alt="ciurlionis" width="550" height="508" /></p>
<p><strong><em>Si aprirà il 17 Novembre, per concludersi il 13 Febbraio 2011, al Palazzo Reale di Milano, la mostra dedicata a Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911)</em></strong></p>
<p>Si tratta della prima <strong>retrospettiva italiana </strong>dedicata al <strong>pittore </strong>e <strong>musicista lituano</strong>, considerato nel suo paese uno dei fondatori dell’arte moderna, decisamente poco conosciuto nel resto del mondo, a eccezione della Francia che gli ha dedicato nel 2000-2001 al <strong>Musée d’Orsay </strong>una prima grande retrospettiva.</p>
<p><span id="more-558"></span></p>
<p>La quasi totalità della sua opera, compresi gli spartiti e le lettere, è conservata nel <strong>Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis</strong>, che per la mostra milanese presta i dipinti più importanti e significativi. Sono tutte opere estremamente fragili e difficilmente trasportabili per la deperibilità dei materiali utilizzati quali<strong> tempera ed acquarello</strong>, per lo più su <strong>carta o cartoncino</strong>.</p>
<p>Una mostra esclusivamente dedicata a Čiurlionis dà finalmente l’opportunità di conoscere in Italia una<strong> personalità </strong>tra le più <strong>affascinanti della storia dell’arte,</strong>la cui opera, condensata in soli sette anni, influenzò molti pittori a lui contemporanei. Fu precursore dell’<strong>astrattismo</strong> ma tuttavia non può essere interamente collegato ad alcun movimento contemporaneo.</p>
<p>Infatti Čiurlionis, non identificandosi con la cultura parigina, portò avanti la tradizione romantica nordica di <strong>Caspar David Friedrich</strong>, anticipando le liriche invenzioni di<strong> Kandinskij, Kupka, Mondrian</strong> (nella sua fase iniziale) e altri. Fa dunque parte di una schiera di artisti che, nelle loro visioni dell’origine dell’universo, hanno trovato mezzi espressivi nuovi per trasmettere le <strong>emozioni più segrete.<br />
</strong><br />
La <strong>rassegna</strong> è accompagnata da numerosi <strong>eventi collaterali</strong>, realizzati in collaborazione con l’<strong>Associazione</strong> <strong>ASTIPA</strong> per mettere in luce la sfaccettata personalità dell’artista, in particolare il suo complesso rapporto con la <strong>musica</strong>, proponendo alcune sue composizioni. Sono previsti <strong>incontri </strong>e <strong>concerti</strong>, la realizzazione di un <strong>cd musicale</strong> e infine la diffusione in mostra di alcuni brani.</p>
<p>Fonte immagine: russianavantgard.com</p>
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		<title>Goya, 184 opere in mostra al Palazzo Reale di Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via da oggi fino al 27 giugno la mostra &#8220;Goya e il mondo moderno&#8221; presso il Palazzo Reale di Milano (AGI) &#8211; Oltre 180 opere per indagare la relazione tra Goya e gli altri artisti celebri che hanno segnato il percorso dell&#8217;arte negli ultimi due secoli. &#8220;Goya e il mondo moderno&#8220;, nelle sale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bepittore.it/files/2010/03/FranciscoGoya.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-367" title="Francisco Goya" src="http://bepittore.it/files/2010/03/FranciscoGoya-e1268831586391.jpg" alt="" width="550" height="275" /></a></p>
<p><em><strong>Al via da oggi fino al 27 giugno la mostra &#8220;Goya e il mondo moderno&#8221; presso il Palazzo Reale di Milano</strong></em></p>
<p>(AGI) &#8211; Oltre <strong>180 opere</strong> per indagare la relazione tra <strong>Goya</strong> e gli altri artisti celebri che hanno segnato il percorso dell&#8217;arte negli ultimi due secoli. &#8220;<em><strong>Goya e il mondo moderno</strong></em>&#8220;, nelle sale di<strong> Palazzo Reale</strong> a Milano<strong> dal 17 marzo al 27 giugno</strong>, è una mostra che coinvolge 62 enti prestatori di 15 Paesi diversi che ha portato nel capoluogo lombardo <strong>139 opere</strong> dell&#8217;aragonese e<strong> 45 di altri artisti</strong>.</p>
<p><span id="more-393"></span>Da <strong>Delacroix</strong> a <strong>Klee</strong>, da <strong>David</strong> a <strong>Kokoschka</strong>, da <strong>Victor Hugo</strong> a <strong>Mirò</strong>, da <strong>Klinger</strong> a <strong>Picasso</strong>, da <strong>Nolde</strong> a <strong>Bacon</strong>, da <strong>Kirchner</strong> a <strong>Pollock</strong>, da <strong>Guttuso</strong> a de <strong>Kooning</strong>: l&#8217;opera di Goya viene inserita nel proprio tempo a dimostrazione di come abbia anticipato e rappresentato una fonte d&#8217;ispirazione dei principlai artisti e mivimenti degli ultimi due secoli.</p>
<p>L&#8217;esposizione, curata da <strong>Valeriano Bozal </strong>e <strong>Concepcion Lomba</strong>, si articola attraverso tre filoni tematici che presentano le opere di Goya accanto a quelle di altri artisti: in prima battuta, viene proposta un&#8217;analisi dell&#8217;immagine della <strong>nuova società</strong>; in secondo luogo, la mostra prova a dar conto delle reazioni dell&#8217;individuo al <strong>nuovo stile di vita</strong>; l&#8217;ultimo stadio punta l&#8217;attenzione <strong>sulla violenza e sul terrore</strong> come i tratti più negativi della nuova società.</p>
<p>Cinque le sezioni che suddividono l&#8217;esposizione: il lavoro del tempo &#8211; i <strong>ritratti</strong> (Goya a confronto con Delacroix e Soutin); <strong>la vita di tutti i giorni (</strong>ovevro Goya e Daumier, Grosz, Kirchner e Victor Hugo); comico e grottesco (dove le opere dell&#8217;aragonese dialogano con quelle di Picasso, Klee e Mirò); la <strong>violenza</strong> (Goya e Picasso, Guttuso, Dalì e Music); il <strong>grido</strong> (che vede Goya accompagnato da Pollock, Kiefer, Bacon, Saura).</p>
<p>&#8220;<em>Con questa grande mostra dedicata a Goya e alla sua concezione di modernità,- </em>ha detto l&#8217;assessore alla cultura del Comune di Milano,<strong> Massimiliano Finazzer Flory</strong>, che questa mattina ha presentato l&#8217;esposizione -<em> abbiamo la possibilità di sentirci europei e di riconoscere nell&#8217;arte la base e l&#8217;altezza della nostra identità. Infatti, al centro di questo imponente progetto espositivo di portata internazionale, albergano l&#8217;amicizia e la cooperazione tra fra le istituzione e gli uomini&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Schiele e il suo tempo&#8221; a Palazzo Reale a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.bosetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Palazzo Reale, Milano, 40 dipinti e opere su carta di Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento. Apre a Palazzo Reale il 25 febbraio, fino al 6 giugno, la mostra &#8220;Schiele e il suo tempo&#8220;, realizzata in collaborazione con il Leopold [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://beartista.it/files/2010/01/schiele.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-366" title="schiele" src="http://beartista.it/files/2010/01/schiele.jpg" alt="" width="520" height="284" /></a></p>
<p><em><strong>A Palazzo Reale, Milano, 40 dipinti e opere su carta di Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento.</strong></em></p>
<p>Apre a<strong> Palazzo Reale </strong>il <strong>25 febbraio,</strong> fino al <strong>6 giugno</strong>, la mostra <strong>&#8220;Schiele e il suo tempo</strong>&#8220;, realizzata in collaborazione con il <strong>Leopold</strong> <strong>Museum </strong>di <strong>Vienna</strong>, promossa dal<strong> Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore</strong>. Curata da <strong>Franz Smola</strong>, conservatore del museo austriaco, l’esposizione presenta circa <strong>40 dipinti</strong> e opere su carta dell’artista Egon Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di <strong>Klimt</strong>,<strong> Kokoschka</strong>,<strong> Gerstl</strong>, <strong>Mose</strong>r e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento.</p>
<p><span id="more-365"></span></p>
<p>“<em><strong>Egon Schiele</strong> e la <strong>Vienna</strong> del <strong>primo Novecento</strong> rivivono nelle sale di <strong>Palazzo Reale </strong>con la grande esposizione promossa dal Comune di Milano che pone al centro dell’attenzione una stagione della Mitteleuropa attraversata da un intenso fermento culturale e insieme dalle contraddizioni e dai conflitti che porteranno alla prima guerra mondiale </em>– spiega l’assessore alla Cultura<strong> Massimiliano Finazzer Flory</strong> -.<em> L’obiettivo è quello di restituire al pubblico la ricchezza di un’<strong>epoca irripetibile </strong>e di una<strong> città-simbolo</strong>, Vienna, che in quegli anni rappresenta il tormentato destino del vecchio Continente</em>”.</p>
<p>La mostra ricostruisce attorno alla figura di Schiele, il<strong> clima culturale </strong>di Vienna nei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della <strong>Secessione</strong>, attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di <strong>Klimt </strong>e<strong> Schiele</strong>. Un breve ma intenso periodo, in cui Vienna, da centro della cultura mitteleuropea, diventa teatro di rovina della vecchia Europa.</p>
<p>Si tratta di una <strong>rara occasione</strong> per ammirare, affiancati alle oltre <strong>quaranta</strong> grandi <strong>opere </strong>esposte di <strong>Schiele,</strong> tra cui i celeberrimi <em>Donna inginocchiata in abito rosso</em>, 1910,<em> Moa</em>, 1911, <em>Autoritratto con alchechengi</em>, 1912, <em>Case con bucato colorato</em>, 1914, <em>Donna accovacciata con foulard verde</em>, 1914, <em>Nudo disteso</em>, 1917, <strong>altri capolavor</strong>i dell’<strong>Espressionismo austriaco</strong> come <em>Ritratto di Henryka Cohn</em> del 1908 di Richard <strong>Gerstl</strong>, <em>Venere nella grotta </em>del 1914 di Koloman<strong> Moser</strong>,<em> Autoritratto con una mano che sfiora la guancia </em>del 1918-1919 di Oskar<strong> Kokoschka</strong>, che per la prima volta sono riuniti in un progetto tanto ambizioso, quanto completo ed esaustivo.</p>
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		<title>“Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 10:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuela.cadario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città Italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[La città meneghina dedica al Centenario della nascita del movimento futurista, una mostra promossa da Palazzo Reale e dal Comune di Milano, in collaborazione con Skira e Arthemisia, curata da Giovanni Lista e Ada Masoero. Alla mostra, che resterà aperta fino al 7 giugno, si affiancheranno manifestazioni artistiche e performance di teatro, cinema, danza, moda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La città meneghina dedica al Centenario della nascita del movimento futurista, una mostra promossa da Palazzo Reale e dal Comune di Milano, in collaborazione con Skira e Arthemisia, curata da Giovanni Lista e Ada Masoero. Alla mostra, che resterà aperta fino al 7 giugno, si affiancheranno manifestazioni artistiche e performance di teatro, cinema, danza, moda che coinvolgeranno l’intero capoluogo lombardo per tutto l’anno.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-59"></span></p>
<p style="text-align: justify">Le circa quattrocento opere presenti vogliono documentare per intero, i trent’anni dell’attività futurista coinvolgendo l’intero sistema delle arti, spaziando dai disegni, ai dipinti, alle sculture, ai progetti e disegni d&#8217;architettura, alle scenografie e costumi teatrali, per giungere poi a influenzare arredi, oggetti di arte decorativa, pubblicità, moda.</p>
<p style="text-align: justify">Pubblicato a Parigi il 9 febbraio 1909, dallo scrittore Filippo Tommaso Marinetti, il manifesto futurista è un inno alla velocità, alla modernità con il suo netto distacco dal passato, all’esaltazione della macchina come moltiplicatrice della forza umana. Milano diventa inevitabilmente simbolo di questo nuovo, aggressivo movimento: è la Milano di inizio &#8217;900, in piena crescita economica e industriale dove “<em>Tutto si muove,tutto corre, tutto volge&#8221;.</em></p>
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